La conferenza

«Coronavirus, nessuna pandemia in corso». Due i casi accertati a Milano. Si cerca il “paziente zero”

22 Febbraio 2020 ore 12:22

Alle 12.30 di sabato 22 febbraio, Regione Lombardia ha indetto una conferenza stampa (la terza in 24 ore) per aggiornare stampa e cittadinanza sui casi di Coronavirus esplosi nelle ultime ore. Le persone contagiate in Lombardia sono ormai più di trenta e, purtroppo, c’è stata anche la prima vittima lombarda, la seconda dopo l’anziano uomo deceduto in Veneto ieri. Guarda grazie a noi la diretta Facebook della conferenza:

La conferenza stampa è stata rimandata rispetto all’orario previsto per consentire il collegamento video della task-force di Regione Lombardia con il vertice in corso nella sede della Protezione civile a Roma. Nella sede romana è infatti stato attivato un Comitato operativo d’emergenza a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e il capo della Protezione civile e commissario all’emergenza Angelo Borrelli, oltre a esponenti della Croce Rossa e delle Forze Armate. Considerata l’evoluzione degli eventi, il Governo ha annunciato di essere pronto a mettere in atto misure cautelative straordinarie. Il governatore regionale lombardo Attilio Fontana ha fatto sapere di aver riferito alcune proposte al Governo, che le vaglierà nelle prossime ore.

«Tutte le infezioni sono riferibili al territorio di Codogno e del lodigiano. Codogno e Castiglione d’Adda sono centro di un focolaio – sottolinea l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera -. Tutti i casi accertati hanno avuto contatti con pronto soccorso e ospedale di Codogno. Ad oggi sono stati controllati 259 tamponi».

«Nell’area del focolaio le misure messe in atto sono positive – prosegue Gallera -. Il contagio è forte, pari a circa il 13 per cento delle persone su cui sono stati fatti i tamponi. Tuttavia nella metà delle persone la malattia ha un decorso ordinario. È necessario contenere la circolazione del virus, evitando contatti stretti tra le persone. C’è una grande sintonia con il Governo e le autorità sanitarie. Stiamo cercando di recuperare mascherine e altro materiale sanitario».

Come riferito poco fa dal viceministro della salute Pierpaolo Sileri, i test eseguiti sul presunto “paziente zero” (l’amico rientrato dalla Cina che aveva fatto visita al manager di Codogno, il primo caso accertato di Coronavirus nel lodigiano) hanno dato esito negativo e non sarebbe quindi lui ad aver diffuso il virus in provincia di Lodi. Le autorità ora dovranno chiarire le circostanze e chi ha diffuso il virus nell’area del focolaio.

A oggi si stimano essere due le vittime in Italia: il primo (accertato) è stato un uomo di 77 anni, originario di Vo’ Euganeo, nel padovano, morto nella notte di venerdì 21 febbraio all’ospedale di Schiavonia; la seconda vittima sarebbe una donna di 76 anni di Casalpusterlengo, debilitata da una polmonite, morta in casa e sottoposta ai test. La donna era la madre di un’amica del 38enne contagiato a Codogno. L’ipotesi è che la donna abbia contratto il virus nel pronto soccorso dell’ospedale di Codogno dove è stato ricoverato in terapia intensiva il 38enne ritenuto essere il primo caso accertato nel lodigiano.«Alla donna è stato fatto post mortem un tampone che ha dato risultato positivo – spiega Gallera -. Tuttavia non possiamo ancora dire se è morta a causa del Coronavirus o perché debilitata da altre patologie. Il nesso di casualità va investigato».

Al momento, a circa 38 ore dal primo caso positivo (il 38enne di Codogno, ora ricoverato in condizioni stabili ma gravi al policlinico San Marco di Pavia), si allarga l’epidemia di Coronavirus nel Nord Italia. In particolare, stando a un aggiornamento del tardo pomeriggio di sabato 22 febbraio, in Lombardia sono 47 i soggetti per i quali è stata accertata l’infezione del Covid-19 (di cui la maggior parte a Codogno), 12 nel Veneto. Tra i sette nuovi casi confermati rispetto ai 39 della mattinata di oggi, uno riguarda un residente di Sesto San Giovanni ricoverato al San Raffaele di Milano; gli altri sei provengono da zone già interessate dall’infezione (nel computo delle 46 persone rientra anche la 76enne deceduta a Casalpusterlengo). L’assessore Gallera, pochi minuti fa, ha reso noto che anche un secondo cittadino di 71anni residente a Mediglia, nel milanese, è risultato positivo al test del Coronavirus.

Areu ha attivato un numero verde riservato agli abitanti dei 10 Comuni del lodigiano interessati dall’ordinanza firmata ieri dal governatore regionale Attilio Fontana e dal ministro della salute Roberto Speranza. Il numero è 800894545.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio, invece, è stato tracciato un primo bilancio dei contagi. Nel cremonese sarebbero sette le persone ricoverate con sintomi compatibili (il primo caso è stato reso noto nella notte e si tratta di una donna di Sesto Cremonese; il secondo è stato invece comunicato nella mattinata di sabato 22 febbraio e riguarderebbe un uomo di Pizzighettone). Sempre nella notte, a Cremona si è tenuta una riunione di emergenza e sono state adottate misure drastiche per cercare di arginare la malattia, in linea con l’ordinanza messa in atto nei 10 Comuni del lodigiano dove si sono registrati i primi focolai: tra queste, la chiusura delle scuole sia a Cremona sia a Piacenza (dove il vescovo ha abolito la stretta di mano durante ala Messa e dove è ricoverato un infermiere entrato in contatto con il 38enne di Codogno, primo paziente accertato nel lodigiano).

«Ci tengo a rassicurare i cittadini – sottolinea l’assessore Gallera -. A oggi è esclusa una pandemia. All’infuori dei 10 Comuni dove è stato emesso il cordone sanitario, per tutte le altre aree non è stata ritenuta necessaria la messa in atto di procedure cautelative straordinarie». Le autorità sono in attesa di sapere da parte del Governo, se necessario, quali strutture militari potranno essere utilizzate per ospitare le persone in quarantena. Ne sono state individuate due: a Milano l’ospedale militare di Baggio, a Piacenza gli alloggi dell’Aeronautica militare di San Polo.

Appello alla calma è stato fatto anche dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che sta coordinando l’unità di crisi. «Cari lombardi in queste ore stiamo affrontando una situazione di grande difficoltà – si legge su un messaggio postato su Facebook -. Occorre non farsi prendere dal panico, tenere i nervi saldi ed essere pragmatici, come noi lombardi sappiamo essere. Chiedo ai cittadini delle zone interessate dal focolaio del Coronavirus, a cui va il mio abbraccio sincero, la massima collaborazione nell’osservare l’ordinanza che ieri ho emanato con il ministro Speranza. Prevenzione, organizzazione e tempestività sono, in questa situazione, fattori chiave per la tutela della salute pubblica. La nostra azione e il nostro impegno sono totalmente destinati alle vostre comunità».

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