L'accelerata dopo Mafia Capitale

Cosa ha deciso il Governo per la lotta alla corruzione

Cosa ha deciso il Governo per la lotta alla corruzione
13 Dicembre 2014 ore 09:10

Nel tardo pomeriggio di venerdì 12 dicembre, dal Consiglio dei Ministri è uscito il nuovo testo legislativo per quanto riguarda le norme in tema di corruzione. Un disegno di legge, nello specifico, perché, come ha precisato il premier Matteo Renzi, «in materia penale non si fanno decreti». Una modifica da tempo attesa e auspicata, che ha avuto nei fatti di “Mafia Capitale” la sua accelerata definitiva. I numeri della corruzione in Italia, d’altra parte, sono impietosi: un giro da 60 miliardi di euro, la metà del complessivo importo di tutta l’Europa. Le nuove regole si snoderanno su sei principali temi: la corruzione, la corruzione per induzione, la concussione, la prescrizione, il patteggiamento e, infine, la confisca.

 

 

Le nuove norme, nel dettaglio

La corruzione. Per quanto riguarda il primo punto, la corruzione, si registra un complessivo (e notevole) inasprimento delle pene nei confronti dei rei. Viene innanzitutto affrontato il caso di corruzione in atti giudiziari, relativa cioè a chi corrompe i giudici e, viceversa, a tutte le toghe che si lasciano corrompere: date queste circostanze, si passa da pene comprese fra i 4 e gli 8 anni di carcere a pene comprese fra 6 e 10 anni. Nel caso in cui i fatti siano stati commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo, si passa dai 4-10 anni di pena ai 6-12 anni, mentre se dalla corruzione compiuta deriva l’ingiusta condanna, la pena passa da 5-12 anni a 8-14 anni. Infine, se dalla corruzione avvenuta vi è una condanna superiore a 5 anni, la pena passa da 6-20 anni a 10-20 anni.

Per quanto riguarda invece la corruzione indotta, ovvero il caso in cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, abusando della propria qualità o dei propri poteri, induce un soggetto a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, il colpevole subirà una condanna variabile fra i 6 e i 10 anni, e non più fra i 3 e gli 8.

La concussione. Nei casi di concussione, oltre al riaffiancamento, in termini di soggetto passibile di pena, dell’incaricato di pubblico servizio al pubblico ufficiale, la pena minima passa dai 6 agli 8 anni, e quella massima dai 12 ai 14. Ora, occorre distinguere chiaramente la fattispecie della concussione da quella della corruzione indotta, poiché, di primo acchito, i testi legislativi sono pressoché identici. Ebbene, la differenza è nelle condizione psicologiche in cui si svolge il rapporto fra pubblico ufficiale e privato: qualora il rapporto si sviluppi su un piano di parità fra i due soggetti, senza particolari pressioni o insistenze, si configura il reato di corruzione per induzione; qualora invece il pubblico ufficiale approfitti della propria posizione di potere per costringere, con qualsiasi mezzo, il privato a dare o promettere indebitamente, in questo caso Si configura un reato di concussione, il quale, si capisce, è punito ben più duramente.

La prescrizione. Per quanto riguarda la prescrizione dei reati di corruzione e concussione, l’intenzione è stata di allungare il più possibile il periodo al termine della quale il reato non potrà più essere considerato punibile. Per dilatare i tempi di prescrizione di tutti i reati di corruzione, è stato necessario inserire nell’articolo 161 del codice penale, che regola le sospensioni del processo, tutti i reati di corruzione, laddove sono indicati anche i reati più gravi, come mafia e terrorismo. Ha spiegato anche il ministro Andrea Orlando, inoltre, che «aumentando di due anni la pena massima per il reato di corruzione, si allungano di due anni anche i termini di prescrizione».

Il patteggiamento e la confisca. Circa il patteggiamento, si stabilisce che per tutti i reati di corruzione l’ammissibilità della richiesta è condizionata all’ammissione del fatto da parte dell’imputato e alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. Secondo il ddl, chi collabora con la giustizia e svela una corruzione e contribuisce a sequestrare le somme, vedrà la pena diminuita da un terzo alla metà; mentre invece, per tutti gli altri soggetti passibili di corruzione, scatterà la confisca totale di tutti quei beni di cui non si può stabilire la provenienza.

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