Zero decessi?

Covid, ancora confusione sui dati regionali. E si tornano a chiedere le dimissioni di Gallera

La Regione domenica dice che non ci sono stati morti negli ospedali, ma poi precisa che forse non sono arrivati i numeri. Il parlamentare bergamasco del Pd Martina: «L'assessore al Welfare faccia un bagno di umiltà e prenda atto di non essere all'altezza del ruolo che ricopre»

Covid, ancora confusione sui dati regionali. E si tornano a chiedere le dimissioni di Gallera
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di Andrea Rossetti

Per chi ancora attende i numeri quotidiani di Regione Lombardia sul contagio come un momento fondamentale per comprendere l'andamento della situazione (l'alibi è che sono gli unici a disposizione, purtroppo), quella di domenica 24 maggio è stata una giornata speciale: a distanza di tre mesi dall'inizio dell'emergenza, per la prima volta negli ospedali lombardi non è stato registrato alcun decesso per Covid. Bellissimo, se fosse vero.

Come spesso capita con i dati forniti da Regione, infatti, di certo non c'è nulla. E sono stati lo stesso governatore Fontana e l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera a precisare che il dato degli zero morti di ieri non è affatto certo: «La domenica è un giorno durante il quale la comunicazione non è sempre precisa e perfetta, a volte arrivano
in ritardo», ha detto il primo; «Dai nostri ospedali è arrivato il dato che segnalava zero decessi, io non vorrei registrare oggi una forte smentita», ha affermato il secondo.

La scheda della Regione sui dati giornalieri di domenica 24 maggio

Ci siamo abituati, purtroppo: i dati arrivano nella conferenza stampa ascoltata da tutti (tranne nei fine settimana, quando vengono solo pubblicate in Internet le schede riassuntive dei numeri), ma poco dopo vengono o smentiti o, più spesso, precisati con comunicati stampa inviati ai soli giornali. Col risultato che la comunicazione risulta spezzettata, disordinata, confusa. Si creano allarmismi (tipo martedì 19 maggio quando in Bergamasca ci fu un picco improvviso e inspiegabile dei contagi) o vane illusioni in un momento in cui servirebbe invece fiducia e sincerità.

Purtroppo, è l'ennesimo caso in cui, comunicativamente, Regione Lombardia rischia di scivolare. Talvolta, come nella fattispecie, per ragioni forse non direttamente imputabili ai "frontman" politici (Fontana e Gallera per l'appunto), altre volte invece per inspiegabili scivoloni mediatici. Come quello di cui si è reso protagonista pochi giorni fa proprio Gallera, quando nello spiegare l'indice di contagio Rt ha affermato: «Ora in Lombardia l'Rt è a 0,51, significa che servono due persone infette nello stesso momento per infettare me». Una frase assolutamente sbagliata, circa la quale l'assessore si è poi giustificato dicendo che stava semplificando per fare capire a tutti un argomento non facile.

Maurizio Martina

Dopo questa gaffe, le opposizioni sono tornate all'attacco e proprio oggi, 25 maggio, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano il parlamentare bergamasco del Pd Maurizio Martina arriva a chiedere in modo chiaro le dimissioni di Gallera: «Faccia un bagno di umiltà e prenda atto di non essere all'altezza del ruolo che ricopre», ha detto. «È riuscito a dire che "solo" il 58 per cento dei miei conterranei è positivo ai test sierologici - ha poi continuato l'ex ministro dell'Agricoltura -, e che quindi la situazione è molto meno allarmante di quella che si pensava. Ma cosa deve accadere ancora per avere un assessore capace di pesare le parole per le responsabilità che ha e per il lavoro che deve fare?».

Anche Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei medici delle provincia di Bergamo, non si tira indietro nelle critiche. A suo parere, però, a dimettersi non dovrebbero essere Gallera o Fontana, ma «le persone che li attorniano e che fanno loro dire cose sbagliate». Ma Marinoni a Il Fatto precisa anche che «gli errori sono sotto gli occhi di tutti. Molti erano inevitabili, ma la forza di un leader è quella di ammetterli e non arroccarsi dietro difese sterili. A un assessore viene richiesto di mettersi attorno collaboratori, non solo tecnici, che sappiano programmare e gestire». Forse, almeno su questo, in Regione potrebbero iniziare a porsi qualche domanda...

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