La lettera

Curno, l'Odissea di un ottantenne al distributore self service: niente benzina e soldi persi

Nonostante tutti i tentativi di farsi aiutare (in presenza e a distanza), non c'è stato nulla da fare. Ha così deciso di sporgere denuncia

Curno, l'Odissea di un ottantenne al distributore self service: niente benzina e soldi persi
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di Dino Ubiali

Questa è l’avventura di ordinaria follia che è capitata a un "diversamente giovane" di 80 anni alle prese con il servizio self service di un distributore di benzina low-cost alle porte di Bergamo, a Curno per la precisione.

A pensarci bene, sembra Preistoria quando la spia rossa della macchina ti avvisava che il serbatoio era agli sgoccioli e, messa la freccia, ti infilavi nell’area di servizio del tuo benzinaio di fiducia. «Buongiorno, faccio il pieno?»: una gara al servizio al cliente. Un colpo di spugna insaponata al parabrezza e via con la spatola gommata. E mentre la pistola della pompa, abbandonata al suo destino con il blocco inserito, faceva il suo lavoro, il gentile gestore offriva una controllata all’olio e al liquido del tergicristalli.

Cortesie ben accette per essere più sicuri durante la guida, ma anche fatturato aggiuntivo per il benzinaio, sicuramente con una marginalità maggiore rispetto al solo pieno di benzina. Poi ecco i primi distributori automatici attivi durante gli orari di chiusura, e successivamente il self service con il gestore alla cassa. Ora addirittura pompe di benzina collegate ad anonime torrette "mangia soldi" o carte di credito, un servizio aperto 24 ore al giorno senza più nessun presidio. Comodissimo, sicuramente. Ma pure un po' impersonale.

Ma torniamo al nostro pensionato. Il racconto del malcapitato ci è giunto riassunto in una cronaca minuziosa e precisa.

«Alle ore 11,40 circa (del 6 maggio, ndr), mentre con l’autovettura percorrevo la statale Briantea, sono entrato nel distributore - a prezzi concorrenziali -, per rifornirmi di carburante. Mi sono avvicinato alla colonnina di distribuzione numero 4 e ho inserito, nell’apposita feritoia una banconota da 20 euro e una da 5 euro, per complessivi 25 euro. Dopo aver pigiato il tasto per il rifornimento mi sono avvicinato al punto di distribuzione e, dopo aver staccato l’apposito erogatore ,ho visto non usciva alcuna goccia di carburante.

Mi sono rivolto al bar sito nell’area di servizio, ma la ragazza che si trovava lì mi ha detto che non poteva intervenire e che bisognava richiedere l’assistenza azionando il tasto posto sulla macchinetta dell’erogatore. Ho effettuato tale operazione ma non è successo nulla; successivamente una signora, che stava effettuando rifornimento di carburante presso la colonnina n. 5/6, da quella colonnina ha pigiato il tasto e da tale apparecchio ho potuto parlare con una incaricata.

Quest'altra ragazza mi ha detto che sarebbe dovuto uscire un buono per potersi rifornire in un altro momento e in un’altra colonnina di distribuzione; ho obiettato che dalla macchinetta, pur accendendosi una lucina verde, non veniva fuori alcunché. Al fine di consentirmi un successivo recupero, l’interessata mi ha inviato a mezzo SMS il numero dello scontrino di resto.

Ho quindi chiamato il servizio clienti segnalato, ma mi è stato risposto che loro avevano fornito soltanto le apparecchiature e non erano addetti all’assistenza, impegnandosi, però, a contattare l’acquirente dell’impianto affinché intervenisse. Ma nulla si è verificato. Dopo una decina di minuti è venuta la ragazza addetta alla gestione del bar con un mazzo di chiavi e, dopo vari tentativi, ha aperto uno sportello della macchinetta, scoprendo che si era inceppato il rotolo di carta predisposto per emettere gli scontrini; non è, però, riuscita a far funzionare il macchinario.

Trascorsa infruttuosamente più di mezz’ora, e constatato che non avevo più nulla da fare, tenuto conto anche della bassa temperatura e della mia età alquanto avanzata, ho interrotto i tentativi sia di rifornimento, sia di recupero del denaro e ho ritenuto opportuno andare via».

Purtroppo il nostro lettore non è riuscito a recuperare i soldi persi e neppure ad avere una risposta concreta per il recupero della somma. Per questo ha deciso di recarsi dai Carabinieri per sporgere denuncia.

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