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a sentenza il 23 dicembre

Delitto di Seriate, la difesa chiede l’assoluzione per Antonio Tizzani

Chiesto il proscioglimento sia per il reato di omicidio, per non aver commesso il fatto, sia per quello di maltrattamenti, perché il fatto non sussiste

Delitto di Seriate, la difesa chiede l’assoluzione per Antonio Tizzani
Cronaca Seriate, 02 Dicembre 2020 ore 12:28

Assoluzione con formula piena sia per l’omicidio per non aver commesso il fatto, sia per i maltrattamenti perché il fatto non sussiste. È la richiesta avanzata dalla difesa di Antonio Tizzani, unico imputato per l’omicidio della moglie Gianna Del Gaudio, sgozzata nella loro abitazione di via Madonna delle Nevi, a Seriate, la notte tra il 26 e il 27 agosto del 2016. La tesi sostenuta dall’avvocato Giovanna Agnelli si basa sia su dati sostanziali, sia su evidenze scientifiche. In primis è stata sottolineata l’incompatibilità tra le modalità con cui è avvenuto il delitto, che il medico legale di parte ha definito compatibile «più con un’esecuzione militare che con un omicidio nato in un contesto civile», e la totale assenza di tracce di sangue sul corpo, sui vestiti e sull’anello e sull’orologio indossati quella notte dall’ex ferroviere in pensione. Inoltre, l’assassino per poter cogliere di sorpresa la donna alle spalle, riuscendo a tagliarle la gola, avrebbe dovuto possedere una corporatura e una forza che non corrispondono alle caratteristiche fisiche di Tizzani.

Secondo l’avvocato difensore le urla e le imprecazioni udite da alcuni testimoni non sarebbero imputabili a una colluttazione avvenuta tra i coniugi, bensì al momento in cui Tizzani ha visto l’assassino e il corpo esanime della moglie a terra. Il 71enne si è sempre detto innocente, raccontando di aver visto un uomo incappucciato fuggire dal retro dell’abitazione. Rientrato in casa dal giardino avrebbe trovato la moglie riversa in una pozza di sangue sul pavimento della cucina.

Infine, la difesa ha ribadito nuovamente che la traccia di dna ritrovata sul cutter, a suo giudizio, è frutto di una contaminazione avvenuta nei laboratori del Ris dopo l’apertura del tampone salivare contenente il dna del pensionato, oppure di un trasferimento di materiale genetico presente sul sacchetto di mozzarelle nel quale è stata nascosta l’arma del delitto, prelevato dalla scena del crimine dall’assassino. «Anche se questo elemento dovesse restare all’interno del processo, per il quale avevo chiesto la nullità in quanto l’accertamento è stato svolto senza la nostra presenza, tutto depone per l’innocenza di Tizzani», ha sottolineato a margine del processo l’avvocato Giovanna Agnelli. La sentenza è attesa per il 23 dicembre.

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