Che caos

Didattica a distanza, trattative a oltranza: sindaci (e la Azzolina) in disaccordo con Regione

L'ordinanza regionale di ieri (21 ottobre) la prevede «piena» per le superiori, ma Gori e i colleghi dicono di non essere stati avvisati e che vorrebbe una «didattica digitale integrata», che prevede anche lezioni in presenza. Anche il ministro ha scritto a Fontana: «Si trovino soluzioni differenti»

Didattica a distanza, trattative a oltranza: sindaci (e la Azzolina) in disaccordo con Regione
22 Ottobre 2020 ore 19:38

Sulla didattica a distanza ci sono trattative in corso in Lombardia. Non è ancora stato risolto il “giallo” su come, a partire da lunedì 26 ottobre, le scuole superiori lombarde dovranno affrontare le lezioni. L’ordinanza regionale numero 623 promulgata dalla Regione il 21 ottobre, infatti, prevede in modo abbastanza chiaro che tutte le scuole secondarie di secondo grado applichino una didattica a distanza «piena», ma diversi sindaci lombardi, tra cui Giorgio Gori e il collega meneghino Beppe Sala, hanno reso noto come la bozza di ordinanza che avevano ricevuto poche ore prima (e approvato) prevedesse in realtà la didattica digitale integrata, «per definizione complementare a quella in presenza», come ha scritto Gori in un tweet.

Nella giornata odierna (giovedì 22 ottobre), il governatore Attilio Fontana ha nuovamente discusso la questione con i sindaci dei capoluoghi lombardi. Di fatto, così come avvenuto per il coprifuoco, si sta cercando di trovare un compromesso tra tutte le esigenze in gioco. Prima dell’incontro, però, Fontana ha ricevuto una lettera del ministro all’Istruzione Lucia Azzolina: «In una fase così complessa per la Nazione – ha scritto il ministro -, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse». Parole che non sono piaciute al governatore, il quale ha risposto: «Visti e considerati i dati relativi alla curva epidemiologica della Lombardia, correlati alla situazione del sistema del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento ai giovani che frequentano le scuole secondarie, ribadiamo essere necessarie decisioni stringenti. Fermo restando che se il ministro reputa eccessivi e non idonei i nostri provvedimenti può impugnarli. È giusto sottolineare che da mesi Regione Lombardia ha posto al centro dell’attenzione del Governo quanto grandi siano le difficoltà nel settore trasporto pubblico. Istanze che erano rimaste e continuano a rimanere inascoltate».

Insomma, la situazione sembra essere in pieno stallo: Fontana, infatti, nella risposta al ministro Azzolina non è sembrato molto aperto a un allentamento della misura prevista. Ma nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, l’Anci Lombardia ha diffuso uno stringato comunicato stampa nel quale si spiega che «è aperta una riflessione e un’interlocuzione costante relativa alle più adeguate misure sullo svolgimento delle attività didattiche, ma anche al trasporto pubblico locale e alla complessiva evoluzione della pandemia. Domani avremo un ulteriore incontro». Nulla è ancora deciso dunque.

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