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Verso nuove regole

Dpcm di Natale, feste blindatissime: niente spostamenti tra Regioni e neppure tra Comuni

Dal 20 dicembre a dopo l'Epifania vietati movimenti tra Regioni, a prescindere dal colore, e nei giorni clou (25, 26 e 31 dicembre) stop ai movimenti anche tra paesi e città. Ecco tutte le regole che dovrebbero essere inserite nel prossimo decreto, che sarà valido dal 4 dicembre

Dpcm di Natale, feste blindatissime: niente spostamenti tra Regioni e neppure tra Comuni
Cronaca 02 Dicembre 2020 ore 10:13

Sono ore caldissime per la stesura del nuovo Dpcm, quello che, di fatto, andrà a regolare anche le festività natalizie e di fine anno e che dovrebbe entrare in vigore da venerdì 4 dicembre. Tra oggi (2 dicembre) e domani, si susseguiranno le riunioni dell'Esecutivo con enti territoriali ed esperti per mettere a punto gli ultimi dettagli, ma il grosso sembra essere ormai deciso. E, in sostanza, si va verso un Natale blindatissimo, che per molti non sarà Natale dato che le regole li costringerà a passare i giorni di festa da soli.

Il punto più dibattuto, infatti, è legato agli spostamenti. Il Governo vuole evitare a tutti i costi il ripetersi di quanto accaduto in estate, con gli italiani che si sono mossi "spostando" con loro anche il virus. Da qui la probabile decisione di vietare ogni spostamento tra Regioni, a prescindere dal colore che avranno. Queste regole dovrebbero essere valida dal 20 dicembre a dopo l'Epifania. Non solo: per i giorni del 25 e 26 dicembre e del 31 dicembre e 1 gennaio 2021 si sta pensando di mettere anche un divieto agli spostamenti tra Comuni. Il premier Conte, però, starebbe spingendo per introdurre delle deroghe minime a questa regola, come quella di permettere a un parente (singolo e stretto) di raggiungere un anziano solo. Dato che il tema degli spostamenti è il più delicato (e anche quello che va maggiormente a limitare la libertà delle persone), il Governo potrebbe prevedere un decreto specifico, da pubblicare in parallelo al Dpcm.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro della Salute Roberto Speranza

Per quanto riguarda la divisione in zone colorate, nulla cambia: resteranno sempre le differenziazioni tra zone gialle, arancioni e rosse basate sui dati del contagio. Ovviamente la speranza è che si arrivi in prossimità del Natale con quante più Regioni possibili in zona gialla. Questo permetterebbe alle persone che volessero (e potessero) spostarsi in vista del Natale di avere un piccolo margine di movimento di qualche giorno prima del blocco agli spostamenti del 20 dicembre. Quel che pare certo è che ci si deve scordare le vacanze sulla neve: non solo saranno chiusi gli impianti, ma il Governo starebbe pensando addirittura di obbligare alla chiusura le strutture alberghiere di montagna. E siccome non si riuscirà a trovare un accordo europeo per quanto riguarda le chiusure degli impianti alpini, molto probabilmente verrà introdotta la quarantena per chi rientra da un Paese estero dopo il 20 dicembre (in particolare Slovenia e Svizzera). Con Germania, Francia e Austria, invece, sono ancora in corso incontri per trovare una quadra comune.

Infine, il coprifuoco: resterà in vigore dalle 22 alle 6, un'ora in più (al mattino) rispetto a quanto previsto attualmente. E questo varrà anche per le sere del 24 e del 31 dicembre. La Messa di Natale, quindi, dovrà essere per forza di cose anticipata. Disposizioni ad hoc anche per i negozi, che fino al 20 dicembre ("colorazioni" regionali permettendo) potranno restare aperti fino alle 21, anche nei week-end (anche i centri commerciali). Durante le festività, invece, dovranno chiudere forzatamente. Nulla cambia per i ristoranti e i locali: nelle zone gialle potranno restare aperti, ma solo fino alle 18, poi scatta l'obbligo di asporto o consegna a domicilio. Possibile che si valuti una deroga per i giorni del 25, 26 e 31 dicembre.