La reazione

Il caso dell’infermiere che ha derubato il paziente Covid, dura reazione dell’Ordine

Se i fatti saranno confermati il presidente non esiterà alla radiazione dell'Albo e la categoria si costituirà parte civile.

Il caso dell’infermiere che ha derubato il paziente Covid, dura reazione dell’Ordine
07 Agosto 2020 ore 07:45

Quanto successo al Policlinico San Marco di Zingonia (si è poi scoperto essere questo «l’ospedale della Bassa» in questione) ha suscitato l’immediata reazione dellOrdine professionale degli infermieri. I fatti si riferiscono a un paziente di Cividate ricoverato in ospedale perché colpito dal Covid il 14 marzo scorso. Quattro giorni più tardi, visto l’aggravarsi della malattia, è stato trasferito in terapia intensiva. Un mese dopo, purtroppo, l’uomo è deceduto. Quando ai familiari sono stati resi gli effetti personali, i parenti hanno subito notato che dal portafoglio mancava il bancomat. Dal relativo estratto conto hanno visto che erano stati fatti dei prelievi per una cifra di circa seimila euro. Cifre prelevate durante il periodo di ricovero. Da qui la denuncia alla Polizia locale di Romano.

Dopo gli accertamenti si è risaliti all’autore del fatto: un infermiere di 41 anni, residente a Boltiere, che ha avuto la complicità della fidanzata, operaia residente a Fara Gera d’Adda. I due sono stati accusati a piede libero di furto aggravato ai danni di persona incapace e di utilizzo fraudolento di bancomat. Intanto, a scopo precauzionale, l’infermiere è stato sospeso dal servizio. «Non vogliamo che la nostra professione sia in alcun modo associata a situazioni che con essa non hanno niente in comune – scrivono in un comunicato i vertici provinciali dell’Ordine degli infermieri -. Anzi, ne sono l’ esatto opposto: l’ infermiere assiste e difende il malato e se ne prende cura, mantiene secondo il suo codice deontologico il decoro personale anche al di fuori della sua professione, non reca mai danni all’assistito».


Questo fatto risulta essere inaccettabile per una categoria di professionisti che durante la pandemia ha visto persone spendersi generosamente e che agli occhi di tutta l’Italia sono state definite «eroiche» per il loro impegno. Se dall’esito delle verifiche in corso la responsabilità dell’infermiere sarà confermata, l’Ordine non esiterà a procedere con provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso che possono giungere fino alla radiazione dell’Albo e alla costituzione di parte civile della categoria.

«In questo periodo di pandemia gli infermieri hanno dimostrato la loro vicinanza agli assistiti – commenta ancora il presidente dell’Ordine degli infermieri di Bergamo Gianluca Solitro -, sono stati spesso contagiati e la nostra categoria ha contato numerosi decessi a causa del virus. Il nostro primo obiettivo è la salute degli assistiti, la loro sicurezza e la massima tutela: gli infermieri non hanno nulla a che fare con situazioni simili e chi ne è responsabile non può essere un infermiere».

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