Tsunami su Promoberg

Gafforelli parla del caso Fiera «Bisognerebbe resettare tutto»

Gafforelli parla del caso Fiera «Bisognerebbe resettare tutto»
20 Luglio 2019 ore 09:15

Ascom tace; Confindustria preferisce non commentare; Camera di Commercio ha deciso di attendere; il sindaco Giorgio Gori si limita a un laconico «quel che dovevo fare, l’ho fatto». Alla fine, l’unico che accetta di dire la sua sul caso Promoberg è il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, insieme al Comune di Bergamo e alla Camera di Commercio membro istituzionale del Cda dell’ente finito al centro di un ciclone. Non tanto dal punto di vista giudiziario, dove è giusto che sia la Procura a dare delle risposte, quanto dal punto di vista “politico”: l’inchiesta, infatti, ha scoperchiato una sorta di vaso di Pandora, rimescolando gli equilibri di potere cittadini e aprendo scenari difficilmente prevedibili per il futuro. La stessa nomina a commissario del commercialista Fabio Sannino, decisa in accordo da Ascom e Confindustria, rappresenta una grande novità in vista delle prossime nomine in Camera di Commercio, dove il mandato del numero uno Paolo Malvestiti è in scadenza.

 

 

Presidente, cosa pensa di tutta questa vicenda?

«Da uomo delle istituzioni, sono molto amareggiato. Se le accuse dovessero rivelarsi fondate, ci sarebbe da rabbrividire. Si parla di vere mascalzonate, per come la vedo io. Realtà che dovrebbero essere al servizio dell’economia bergamasca che invece la fregano. Davanti a tutto questo, mi sono sentito a disagio».

È vero che la nomina di Sannino ha fatto infuriare il sindaco Gori?

«Infuriare? Non credo, non mi pare. Certo è che erano state le stesse associazioni a chiedere a noi istituzioni di proporre un nome. Poi hanno cambiato idea…».

Ascom e Confindustria hanno fatto la pace. O forse è meglio parlare di tregua?

«Diciamo che hanno trovato un accordo. Poi io mi auguro che sia una pace, ovvio. Perché per gestire le prossime nomine ci deve essere condivisione. Io l’ho anche detto: l’importante è che non sia una messa in scena. È evidente, però, che la partita si giocherà nelle nomine per la Camera di Commercio».

Pensa che in quell’occasione torneranno a galla vecchi rancori?

«Sinceramente, devo dire che osservando la situazione da fuori pare che le due realtà abbiano davvero deciso di stringere una pace duratura. Il timore che possano tornare a farsi degli sgambetti, però, c’è… Ma preciso che, in questo caso, sto parlando a livello puramente personale. Piuttosto, c’è un altro tipo di problema che non si può sottovalutare».

Ovvero?

«Gli scontri interni alle associazioni stesse. Non sono così sicuro che in tutte le associazioni tutti i vertici abbiano la stessa…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 6 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 luglio. In versione digitale, qui.

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