Vince la Merkel ma...

Il giorno dopo le elezioni tedesche Cos'è successo e cosa succederà

Il giorno dopo le elezioni tedesche Cos'è successo e cosa succederà
Cronaca 25 Settembre 2017 ore 10:50

Doveva essere una passeggiata, si è rivelato un mezzo terremoto. Le elezioni per il rinnovo del Bundestag, il parlamento tedesco, hanno confermato le apprensioni della vigilia. Vince la Merkel, al suo quarto mandato (un record), ma con un forte ridimensionamento rispetto al record di quattro anni fa: dal 40 al 32 per cento. Ma i due fattori destabilizzanti per la politica tedesca sono altri due: il record negativo dell’Spd, lo storico partito socialdemocratico, e il successo delle forze dell’ultradestra, dell’Afd (sigla che sta per Alternative für Deutschland), arrivate al 13 per cento. Per Martin Schulz, candidato premier dell’Spd si è trattato di una batosta storica, che in un certo senso fa male anche alla Merkel, sua principale contendente: infatti la sconfitta significa la fine della Grosse Koalition che ha guidato la Germania in questi ultimi otto anni, con indubbi successi.

 

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L'accoglienza verso i siriani. Per Angela Merkel si può dire che si sia trattata di una sconfitta determinata dal coraggio: la cancelliera ha certamente pagato la politica nei confronti dei migranti, con le sue aperture in particolare alle centinaia di migliaia di profughi arrivati nel 2015 dalla Siria. È stata una scelta molto calcolata, la sua; calcolata probabilmente anche nei rischi. La strategia dell’accoglienza era dettata da una visione del futuro di un Paese che nei prossimi anni avrà un grande bisogno di mano d’opera per continuare a crescere e a essere la grande potenza economica continentale (la Germania ha un’età media della popolazione molto alta). L’occasione dei flussi dalla Siria, cioè di profughi che arrivavano da un Paese di grande storia e cultura, in molti casi con buona preparazione alle spalle, era stata colta al volo, con l’accoglienza in pochi mesi di centinaia di migliaia di persone. Ne arrivarono mezzo milione cui se ne aggiunsero ad altrettanti, per un totale di ben 1,1 milioni di rifugiati accolti nel solo 2015. Anche i percorsi di integrazione hanno seguito percorsi ben diversi dal semplice “parcheggio” delle persone messo in opera in Italia: ci sono stati corsi intensivi per insegnare la lingua e per poter permettere un inserimento nel mondo del lavoro che alleggerisse così anche i costi dell’accoglienza.

 

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Una destra xenofoba e piena di contraddizioni. Tutto questo ha avuto un prezzo: e il prezzo in un certo senso inevitabile è stato il boom delle forze xenofobe di ultra destra che per la prima volta dal dopoguerra hanno fatto la loro apparizione in Parlamento. Una forza dal profilo strano, guidata da una donna omosessuale, che tiene insieme slogan razzisti con la difesa dei diritti delle minoranze di genere. Alice Weidel, la leader è una 38enne, lesbica, madre di due figli, compagna di una cittadina svizzera originaria dello Sri Lanka e datrice di lavoro a una richiedente asilo siriana... I voti li hanno raccolti soprattutto nella provincia più arrabbiata, dove ancora ci sono emergenze per il lavoro (soprattutto tra i giovani), in un Paese che nel suo complesso ha quasi azzerato la disoccupazione.

Il futuro. Che impatto avrà la presenza dell’ultra destra? Come verrà governata domani la Germania, visto che la cancelliera comunque deve far i conti con un’ottantina di seggi mancanti rispetto al 2013 e con la perdita del nemico-alleato? Difficile dirlo, anche perché per la Merkel il problema più grosso oggi è quello di gestire la destra della propria coalizione, cioè i cristiano-sociali bavaresi da sempre ostili alla sua politica rispetto ai migranti...