Le richieste ai farmacisti

Gli effetti collaterali del Covid: ansia, insonnia e dermatiti

Al banco dei presidi sanitari, scomparse le richieste disperate per le bombole d’ossigeno, le persone entrano per chiedere altro: qualcosa che allevi il disturbo di stress post-traumatico

Gli effetti collaterali del Covid: ansia, insonnia e dermatiti
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di Heidi Busetti

Entrare in farmacia e chiedere un farmaco, un integratore, qualcosa insomma per placare il malessere, il senso di vuoto interiore lasciato da una prova durissima, arrivata all'improvviso. Al banco dei presidi sanitari, scomparse le richieste disperate per le bombole d’ossigeno, le persone entrano per chiedere altro: qualcosa che allevi il disturbo di stress post-traumatico.

«Per fortuna oggi, anche grazie a una riorganizzazione a settori dei fornitori di bombole tra città e provincia, il problema dell’ossigeno è stato risolto - racconta Vittoria Purpura, farmacista della Nuova Farmacia Grumellina, a Bergamo -. Oggi il panorama è cambiato: ad esempio sono state sdoganate le bombole di ossigeno liquido, che hanno una capacità estremamente superiore rispetto alle bombole tradizionali (si parla di quattro volte tanto) e vengono recapitate direttamente al domicilio del paziente. Piuttosto dobbiamo confrontarci con forme d’ansia, insonnia, dermatiti e forfora da stress. Non ho mai visto la pelle così secca nei nostri clienti. Qualcuno ultimamente ha anche molta paura di tornare alla vita normale, perché avverte che non è più come prima, che un certo equilibrio è saltato e che questo cambiamento è forte. La richiesta quindi si è spostata da una necessità vitale ad un’altra quale il disturbo dell’umore».

Dominano sensazioni difficili da gestire come la paura o gli attacchi di panico anche in persone che non hanno vissuto la malattia, ma che hanno somatizzato l’estrema gravità nella quale la Bergamasca è sprofondata. L’età media dei clienti? Attorno ai quaranta, cinquant'anni, la generazione cioè che si è trovata inerme davanti alla scomparsa delle proprie radici.

«Niente Xanax - continua Vittoria Purpura - perché va venduto solo dietro prescrizione e gli ambulatori medici sono ancora chiusi. Cerchiamo invece di sostenere le persone con integratori che funzionano senza creare dipendenze: dalla passiflora al biancospino, fino alla melatonina e alla griffonia. Ci sono poi formulazioni differenti, da quelli a rilascio immediato agli integratori a rilascio graduale (retard) e abbiamo notato che chi li acquista poi continua a richiederli».

L’articolo completo a pagina 7 del settimanale PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 14 maggio e in edizione digitale QUI.

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