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la polemica

Gli scienziati contro i mancati controlli sugli assembramenti, i sindaci: «Basta scaricabarile»

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha accusato i sindaci di immobilismo. Il presidente dell'Anci: «Si pianti di dare la colpa ai sindaci, il Cts faccia la sua parte»

Gli scienziati contro i mancati controlli sugli assembramenti, i sindaci: «Basta scaricabarile»
Cronaca Bergamo, 02 Febbraio 2021 ore 10:44

È un film già visto, che si ripete ogni volta che una Regione cambia colore. Nell’ultima domenica di zona arancione in Lombardia, complice l’annuncio del passaggio in zona gialla da lunedì (1 febbraio), le persone si sono riversate nelle strade cittadine, soprattutto nelle grandi metropoli come Milano, sollevando ondate di proteste da parte degli esperti.

Gli scienziati hanno subito ammonito i cittadini, legittimamente, a stare alla larga da pericolosi assembramenti, pena il ritorno repentino di misure restrittive più stringenti. Ad alimentare ulteriormente il dibattito ci ha pensato poi Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, puntando il dito contro i sindaci e accusandoli di immobilismo davanti alle invasioni dei residenti delle vie del centro.

Una dichiarazione che è stata interpretata dalla maggioranza dei sindaci come uno scaricabarile preventivo da parte del Governo. Il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro, ha invitato con toni molto duri il Cts a «fare la sua parte», piantandola di dare la colpa ai sindaci. «Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossare sugli obiettivi più facili».

Anche perché è bene fare qualche puntualizzazione: passeggiare in città è perfettamente legittimo, anche in zona arancione. Quindi la gente a spasso non sfidava alcun divieto. Senza contare poi che il passaggio in zona gialla è stato deciso sulla base dei dati raccolti proprio dagli scienziati.

Ad ogni modo, come riporta l’Eco di Bergamo, l’attenzione di Palazzo Frizzoni è rivolta al prossimo fine settimana e su zone particolarmente a rischio di assembramenti come le vie del centro cittadino o Città Alta, anche se al momento non è previsto un ritorno del senso unico pedonale lungo la Corsarola.

Inoltre, compatibilmente con l’andamento epidemiologico, il Comune starebbe valutando insieme al Duc di riproporre lo “Sbarazzo” dal 5 al 7 marzo secondo le modalità già sperimentate a ottobre: niente bancarelle, ma con i prodotti esposti all’esterno dei negozi dai comemrcianti. Un’iniziativa che servirebbe a dare un po’ di ossigeno a un comparto che è stato estremamente penalizzato dalle chiusure imposte dai Dpcm