Gori in consiglio comunale

«Zona rossa? Fontana disse che non poteva istituirla. Quanto dice la Lega è vergognoso»

Il sindaco ha risposto a un'interrogazione presentata dal Carroccio. «Mai ricevuto pressioni dagli imprenditori. Darò mandato a un avvocato per verificare se ci sono gli estremi per la diffamazione»

«Zona rossa? Fontana disse che non poteva istituirla. Quanto dice la Lega è vergognoso»
Bergamo, 16 Giugno 2020 ore 09:59

Nessuna pressione da parte degli industriali anzi, «il 7 marzo (il giorno prima dell’istituzione della zona arancione in tutta la Lombardia) il presidente Attilio Fontana ci ha detto che aveva consultato esperti costituzionalisti i quali avevano spiegato che la Regione non aveva alcun potere per istituire la zona rossa». Il dettaglio, fino ad oggi rimasto inedito, è stato chiarito dal sindaco Giorgio Gori nella serata di ieri (lunedì 15 giugno), durante il Consiglio comunale.

Il sindaco Giorgio Gori

Il dibattito in aula è nato da un’interrogazione presentata dalla Lega, che chiedeva al primo cittadino se avesse ricevuto richieste dal mondo produttivo per chiedere al Governo di non sigillare i comuni di Alzano e Nembro. Nell’occasione, Gori è tornato con la mente ai primi giorni di marzo, quando nella Bergamasca furono inviate centinaia di militari per bloccare la Val Seriana. «Alla luce di quanto avvenuto poi in altre regioni (Lazio, Emilia Romagna e Campania) credo che quella indicazione non fosse corretta, come ha poi ammesso l’assessore Giulio Gallera». Il sindaco ha spiegato di aver dichiarato in quei giorni «pubblicamente quello che pensavo: il 4 marzo toccava agli esperti decidere e speravo si decidesse in un senso o nell’altro. Il giorno successivo ho sentito i due sindaci e mi sono messo a disposizione dicendo che se andava fatta la zona rossa che la si facesse senza perdere tempo. Non ero affatto contrario, ma rimettevo la decisione agli esperti».

Per quanto riguarda le telefonate con gli imprenditori: «Hanno fatto pressione? Assolutamente no, non su di me e per quel che non so nemmeno su altri. Ho parlato con alcuni imprenditori della Val Seriana, ho colto la loro comprensibile preoccupazione. Se qualcuno mi dovesse chiamare non avrei problemi a riferire quelle dichiarazioni. Forse ci sono gli estremi per affidare a un avvocato una verifica per diffamazione — conclude Giorgio Gori riferendosi all’interrogazione del Carroccio — non è il piano della risposta che ho scelto di dare in Consiglio, ma quello che è stato scritto è vergognoso».

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