l'ammissione

Zona rossa in Val Seriana, Gallera finalmente ammette: «È vero, potevamo imporla da soli»

Dopo l'ennesima domanda sulla questione, l'assessore al Welfare, su Rai3, ha detto: «C'è una legge che ci permetteva di muoverci. Pensavamo però lo stesse per fare il Governo»

Zona rossa in Val Seriana, Gallera finalmente ammette: «È vero, potevamo imporla da soli»
07 Aprile 2020 ore 14:10

di Andrea Rossetti

Articolo 32 della legge 833 del 1978, ovvero quelle che determina le competenze sanitarie tra Stato e Regioni. È questo l’articolo che Regione Lombardia avrebbe potuto (dovuto?) fare valere per imporre, senza dover passare dal Governo, la zona rossa tra Alzano e Nembro. Lo ha finalmente ammesso anche l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, la mattina di martedì 7 aprile durante un’intervista al programma Agorà, su Rai3.

Nell’articolo in questione, al terzo capoverso, si legge: «Nelle medesime materie sono emesse dal presidente della giunta regionale o dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale». Quello che, finora, era sempre stato detto e la Regione non aveva mai ammesso, insomma. Spiazzando un po’ tutti, interpellato per l’ennesima volta sulla questione, Gallera ha dichiarato: «Ho approfondito e effettivamente c’è una legge che lo consente». Poi però ha aggiunto: «Noi eravamo convinti che sarebbe stata attivata la zona rossa di lì a pochi minuti, non avrebbe avuto senso fare un’ordinanza, quando tutti i fatti concludevano che il Governo la stava facendo».

L’assessore ha poi ricostruito quei giorni: «La sera del 3 marzo io ero in collegamento con il dottor Brusaferro (presidente dell’Iss, ndr) e ragionavamo su questa zona rossa. Mi disse che stavano chiudendo la richiesta formale per l’istituzione della zona rossa nella Bergamasca al Governo. Il 5 marzo arriva ad Alzano e Nembro un cospicuo numero di militari e, a quel punto, con anche l’indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità, ci aspettavamo l’istituzione della zona rossa. Noi il 4 o il 5 marzo avremmo potuto farla? Sì, può essere. Ma aveva senso farla, quando avevamo l’evidenza che il Governo la stava per emanare?».

Queste dichiarazioni, abbastanza allucinanti visto che è ormai giorni, se non settimane, che si chiedono risposte sulla questione, arriva all’indomani dell’ennesimo scambio di responsabilità tra Governo e Regione, con il premier Conte che ha sottolineato più volte come la Lombardia avrebbe potuto imporre da sola una zona rossa e il governatore Fontana che, invece, negava questa possibilità. Ora è stato appurato che Conte aveva ragione, ma certo questo non lo “scarica” della responsabilità di essere stato lui il primo a non decidere quando avrebbe dovuto. È soltanto sull’onda della sua non decisione che Regione ha commesso lo stesso identico errore. Di cui è Bergamo e la sua provincia a pagarne le conseguenze, carissime.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia