Al Kilometro Rosso

Addio all’iLab Italcementi? «I lavoratori saranno tutelati». La politica: «Ripensateci»

HiedelbergCement fa alcune precisazioni circa la notizia circolata nelle ultime ore. Immediata però la reazione di Azioni e del Pd, che chiedono di aprire un dialogo per evitare il peggio (la chiusura)

Addio all’iLab Italcementi? «I lavoratori saranno tutelati». La politica: «Ripensateci»
20 Novembre 2020 ore 18:30

HeidelbergCement, società che ha acquisito ormai circa quattro anni fa la Italcementi, ha diffuso nella giornata odierna (venerdì 20 novembre) una nota nella quale fa alcune precisazioni circa la notizia della decisione di centralizzare la maggior parte delle attività di ricerca nella sede tedesca dell’azienda, andando così a “svuotare” il centro innovazione d’eccellenza iLab al Kilometro Rosso. «La riorganizzazione delle attività di Innovazione e Ricerca di prodotto sarà concentrata a livello globale per meglio valorizzare le importanti competenze maturate a Bergamo – spiegano da HeidelbergCement -, mettendole a disposizione di tutti i Paesi che fanno parte del Gruppo. A tale fine, ci sarà anche per diversi ricercatori italiani l’opportunità di fare parte di questo progetto».

Circa il futuro dei 32 dipendenti attualmente impiegati all’iLab bergamasco, la società spiega: «Il processo di rilocalizzazione ad Heidelberg delle attività di ricerca sarà definito nei suoi particolari nel corso del 2021 e saranno contestualmente messe in atto tutte le possibili soluzioni per i lavoratori che ne risultassero coinvolti, con l’obbiettivo di minimizzare possibili effetti negativi, anche tramite offerte di ricollocazione interna o esterna». Heidelberg aggiunge poi che «le attività di ricerca a Bergamo non si fermano: tramite la creazione di una nuova funzione Ricerca e Sviluppo di Prodotto in Italcementi, sarà anzi ulteriormente valorizzata l’attività di ricerca su materiali e soluzioni “green”, ovvero quei prodotti che possono contribuire a imprimere al mondo delle costruzioni una decisa svolta verso la sostenibilità ambientale e che sono sempre più richiesti dal mercato, inclusa la committenza pubblica».

Nel frattempo, però, non si è fatta attendere la reazione della politica bergamasca. In particolare di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda: «Chiediamo al colosso tedesco di ripensarci. La professionalità, la capacità e la solidità degli ingegneri e dei lavoratori bergamaschi non devono essere messe in discussione da questa scelta», hanno affermato Niccolò Carretta, consigliere regionale di Azione, ed Enrico Zucchi, coordinatore provinciale. «Azione è da sempre attenta ai temi legati all’industria, all’innovazione e alla ricerca e questa notizia ci ha colpiti a tal punto di averci condotti a un’uscita pubblica – aggiungono Carretta e Zucchi -. Non possiamo certo celebrare la notizia con entusiasmo visto il momento che Bergamo, la provincia e i cittadini stanno vivendo. Al di là dei posti di lavoro, che rappresentano un tema fondamentale per Azione, ci rivolgiamo alla società per chiedere un ripensamento anche cercando di evitare un segnale di poco conforto nei confronti di un territorio lacerato dall’emergenza sanitaria ed economica».

Anche il Pd bergamasco, nel tardo pomeriggio, si è esposto sulla vicenda. «Tutte le istituzioni, dal Governo alla Giunta regionale, devono farsi promotrici di un’iniziativa per discutere con la proprietà la scelta di spostare il centro di ricerca della HeidelbergCement presso la sede tedesca – hanno affermato in coro il viceministro all’Economia Antonio Misani, i parlamentari Maurizio Martina ed Elena Carnevali, il consigliere regionale Jacopo Scandella e il segretario provinciale Davide Casati -. I patti firmati nel 2016 erano altri: parliamo di uno dei centri di ricerca più importanti al mondo, che porta occupazione di qualità e valore aggiunto alla bergamasca ed alla Lombardia, ed è fondamentale fare di tutto perché resti nel nostro territorio».

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