lettera aperta

Lo staff sanitario delle Cliniche Gavazzeni contro Report: «Le loro accuse sono un oltraggio»

Medici, infermieri, operatori prendono le distanze dalla trasmissione di Rai 3: «Siamo amareggiati, ma andiamo avanti a fare quello che facciamo dall’inizio di questa epidemia: essere al servizio di Bergamo»

Lo staff sanitario delle Cliniche Gavazzeni contro Report: «Le loro accuse sono un oltraggio»
Bergamo, 15 Aprile 2020 ore 08:39

Un’altra voce si alza per esprimere il proprio rammarico contro la trasmissione di Report, andata in onda settimana scorsa sulle frequenze di Rai 3. Un servizio che ha approfondito la questione dei troppi contagi riscontrati sul territorio bergamasco, che ha chiamato in causa anche l’ospedale di via Gavazzeni di Bergamo. E così, dopo che già il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha voluto fare alcune precisazioni e dopo che una lettrice ha voluto difendere la Persico di Nembro dalle accuse mosse dalla trasmissione, anche medici, infermieri, operatori sanitari e tutto lo staff delle Cliniche Gavazzeni di Bergamo, con una lettera a tutta pagina pubblicata su L’Eco di Bergamo (come fosse una pagina di pubblicità), hanno voluto diffondere il loro dissenso sui contenuti della trasmissione che li riguarda, in difesa di quanti stanno lottando in prima linea contro questa epidemia e stanno rischiando anche la propria vita.

«Quando a ferire sono le parole.

Amarezza e dolore. Non troviamo altre parole per descrivere l’effetto che ci ha fatto vedere una trasmissione tv del servizio pubblico, “Report”, mettere in discussione il lavoro di oltre 1.000 persone. Scriviamo a nome degli infermieri, dei medici, degli operatori sanitari e dello staff di Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Noi sappiamo bene come è cambiata la nostra vita, lavorativa e personale, dalla comparsa dei primi casi di Coronavirus nella Bergamasca da quando è stato chiaro che il nostro ospedale ne avrebbe accolti tanti per curarli e non solo per stabilizzarli al fine di trasferirli altrove, nei centri con malattie infettive. Abbiamo assistito centinaia e centinaia di pazienti Covid dal 21 febbraio scorso, in un ospedale completamente trasformato in tutte le sue parti ormai irriconoscibile.

Molti di noi vivono lontani dalle proprie famiglie per non contagiarle, sono sottoposti a turni massacranti; solo noi sappiamo tutti i sacrifici che stiamo facendo, da quel giorno che ha cambiato tutti. Il fatto che le attività cosiddette remunerative, quelle che permettono al nostro ospedale di darci uno stipendio e di comprare tecnologie e medicinali, siano ferme da tempo possono testimoniarlo le migliaia di persone in attesa di un intervento di una visita. Oppure i numeri che, quotidianamente, l’ospedale ha inviato alle autorità che coordinano la crisi; a differenza di quanto dichiarato da “Report”, l’8 marzo i pazienti Covid ricoverati in Gavazzeni erano già 175 su 231 degenti totali. Il nostro lavoro e le nostre vite stravolte.

Le speculazioni fatte da Rai 3 sono un oltraggio ai professionisti, a chi li gestisce e sostiene, ai pazienti, ai loro familiari e a chi, purtroppo, è morto a causa del Covid. Non ultimi, due dei nostri colleghi medici, che si sono spenti tra i nostri malati. Siamo amareggiati, ma andiamo avanti a fare quello che facciamo dall’inizio di questa epidemia: essere al servizio di Bergamo e del territorio con tutta l’umanità e la professionalità di cui siamo capaci».

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