il bilancio

Il colonnello Storoni saluta Bergamo dopo tre anni: il ruolo sociale dei carabinieri

Guiderà la Direzione investigativa antimafia del Triveneto. Al suo posto, a dirigere il comando di Via delle Valli, arriverà il colonnello Alessandro Nervi.

Il colonnello Storoni saluta Bergamo dopo tre anni: il ruolo sociale dei carabinieri
Bergamo, 24 Luglio 2020 ore 11:52

Dopo tre anni alla guida del comando provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Storoni saluta Bergamo per andare a guidare la Direzione investigativa antimafia del Triveneto. Al suo posto, a dirigere il comando di Via delle Valli arriverà il colonnello Alessandro Nervi.

Nel congedarsi il colonnello Storoni, ha tracciato un bilancio della propria attività a Bergamo. Una città con la quale, con il passare del tempo, aveva creato un forte legame, nonostante l’arrivo cauto e il dispiacere legato al fatto di dover abbandonare il proprio incarico all’interno del Ros. Proprio in occasione del suo arrivo a Bergamo, nel corso di un intervento pubblico l’ormai ex numero uno di Via delle Valli, aveva sottolineato come gli undici anni vissuti all’interno del Ros avessero costituito un’esperienza assai significativa per la propria crescita professionale.

Nel salutare il comando provinciale si è detto soddisfatto delle tante operazioni condotte e dell’efficienza degli aspetti investigativi, che hanno contribuito a far luce su diversi casi di omicidio. Paolo Storoni ha cercato di connotare il proprio incarico, dandogli un taglio il più possibile sociale, evidenziando come un carabiniere non sia uno sceriffo e sia necessaria ragionevolezza nell’applicazione delle leggi; la prevenzione e la repressione devono essere caratterizzate dal buon senso. Un ruolo sociale, quello dei carabinieri a Bergamo, esemplificato anche dall’impegno profuso a Zingonia, dove hanno dimostrato che facendo rete, è possibile realizzare un modello di integrazione.

Inoltre, nei giorni dell’emergenza sanitaria il colonnello Storoni e i carabinieri bergamaschi hanno coordinato il trasporto delle salme delle vittime in attesa di essere cremate al di fuori della Bergamasca, oltre che la distribuzione delle bombole di ossigeno al domicilio dei malati più gravi, salvando loro la vita.

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