Lo ha dichiarato Gori

Il Comune di Bergamo si dichiara «persona offesa» nell’inchiesta della Procura sulle vittime di Covid

Il sindaco, con un post Facebook, ha annunciato la decisione votata all'unanimità dalla Giunta: «Non un atto di accusa, ma un atto dovuto per dare verità ai nostri cittadini»

Il Comune di Bergamo si dichiara «persona offesa» nell’inchiesta della Procura sulle vittime di Covid
Cronaca Bergamo, 28 Dicembre 2020 ore 17:17

La notizia è stata data dal sindaco Giorgio Gori stesso nel pomeriggio di oggi, lunedì 28 dicembre, con un lungo post su Facebook: il Comune di Bergamo ha deciso di dichiararsi “persona offesa” nell’indagine che la Procura orobica sta svolgendo per accertare un eventuale reato di epidemia colposa concernente la pandemia da Covid-19 in corso.

La decisione è figlio di un voto unanime della Giunta, arrivato su una proposta avanzata dallo stesso Gori. «Abbiamo valutato che questo passo – ha scritto il sindaco -, che il Comune di Bergamo attua in rappresentanza dei diritti e degli interessi dei propri cittadini, sia giustificato e necessario visto l’eccezionale impatto della pandemia a Bergamo, con un numero di vittime e un tasso di letalità molto al di sopra dei pur elevati indicatori nazionali».

Gori precisa che questa scelta non rappresenta un atto di accusa nei confronti di Governo, Regione o Oms: «L’alto numero delle vittime e l’anomala dimensione del tasso di letalità del Covid-19 in Italia e in particolare nella città di Bergamo suggerisce la necessità che il Comune, come rappresentante degli interessi e dei diritti dei propri cittadini, e in forza del suo stesso Statuto che agli articoli 1 e 4 lo individua quale soggetto che “rappresenta la propria comunità e ne cura gli interessi” e che “garantisce i diritti della propria comunità”, dichiari la propria presenza nel procedimento penale per epidemia colposa pendente avanti la Procura della Repubblica del Tribunale di Bergamo».

Stando a quanto riporta Bergamonews, il Comune sarà rappresentato dall’avvocato Mauro Angarano e anche i primi cittadini di Alzano Lombardo e Nembro, ovvero Camillo Bertocchi e Claudio Cancelli, starebbero pensando di fare la stessa cosa. L’inchiesta della Procura di Bergamo, infatti, riguarda, oltre che le tantissime morti non riscontrate dai dati ufficiali e nelle Rsa, anche la mancata zona rossa in Val Seriana e la chiusura e riapertura praticamente immediata dell’ospedale di Alzano il 23 febbraio scorso.

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