Pesante risposta

Il leghista Belotti attacca duramente Gori: «Comune “persona offesa”? Vergognosa autobeatificazione»

Il deputato del Carroccio commenta così la decisione della Giunta: «Un'autentica presa in giro verso i familiari delle vittime. Il sindaco farebbe meglio a chiarire bene se è intervenuto a Roma per fermare la zona rossa in bassa Val Seriana»

Il leghista Belotti attacca duramente Gori: «Comune “persona offesa”? Vergognosa autobeatificazione»
Politica Bergamo, 28 Dicembre 2020 ore 17:50

«Allo sciacallaggio politico del Pd e del sindaco Gori non c’è mai fine»: si apre con queste parole molto dure il comunicato stampa del deputato bergamasco della Lega Daniele Belotti circa la decisione della Giunta di Bergamo di dichiararsi «persona offesa» nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bergamo che mira a fare luce sui tantissimi morti causati dalla pandemia in corso la scorsa primavera in Bergamasca.

Secondo Belotti, «la decisione della Giunta di costituire il Comune di Bergamo come “persona offesa” nell’inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo che ha visto il Comitato Noi Denunceremo citare per risarcimento danni la Presidenza del Consiglio, il ministero della Salute e la Regione Lombardia, è un’autentica presa in giro verso i familiari delle vittime».

«Il sindaco Gori – continua Belotti -, dopo aver invitato tutti i bergamaschi tre giorni dopo il primo decreto della Regione con le limitazioni a bar, musei, impianti sportivi, ecc., insieme a Beppe Sala e a tutto il Pd, a uscire, ad andare al ristorante e nei musei, offrendo pure il biglietto dell’autobus, dopo aver insistito pure il 5 marzo, a epidemia ormai dilagante, nell’invito a visitare i musei, dopo aver umiliato e offeso i medici ospedalieri dichiarando che “i pazienti sono lasciati morire”, ora si proclama immacolato costituendosi addirittura persona offesa».

Belotti, poi, passa anche al contrattacco: «Gori, piuttosto, farebbe meglio a chiarire bene, perché le versioni fornite finora sono molto lacunose, se è intervenuto a Roma per fermare la zona rossa in bassa Val Seriana, magari sollecitato da qualche azienda di Nembro che aveva finanziato la sua campagna elettorale alle regionali e quella di una deputata del Pd. O forse questa ignobile autobeatificazione del sindaco servirà per fare ancora qualche lancio promozionale al suo libro? L’inchiesta faccia il suo iter e nel rispetto delle vittime dell’epidemia si attenda il risultato dei procedimenti in corso senza ulteriori strumentalizzazioni».

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