La conferenza

Il Comune si difende e non cambia idea: in Piazza Dante le piante vanno tagliate

Gli assessori Marchesi e Valesini con l'architetto Peretti hanno spiegato, a Palazzo Frizzoni, i motivi dell'intervento

Il Comune si difende e non cambia idea: in Piazza Dante le piante vanno tagliate
Bergamo, 25 Gennaio 2020 ore 15:02

di Paolo Aresi

«Noi siamo a favore del verde, per lo sviluppo delle piantumazioni nella città, anche nel centro. Ma gli otto olmi che si ergono proprio sopra la cupola del Diurno in Piazza Dante è necessario tagliarli. Verranno inserite altre piante, disposte anche queste in maniera circolare, ma su un perimetro più ampio, in modo che le radici non vadano a intaccare la volta della cupola sottostante. Pianteremo dei carpini bianchi, meno elevati degli olmi, ma più adatti a Piazza Dante». La conferenza stampa è finita dopo un’ora e un quarto di discussione, le parole di Marzia Marchesi, assessore all’Ambiente e al Verde pubblico, si sono sintonizzate con quelle dell’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini e di Mariola Peretti, architetto che fa parte del gruppo che ha progettato l’intervento per riqualificare Piazza Dante.

Come diventerà Piazza Dante

Palafrizzoni ha indetto la conferenza stampa stamattina (sabato 25 gennaio) alle 11 per spiegare con precisione l’intervento in Piazza Dante nel respiro di tutto il piano per migliorare il centro città che si sviluppò attorno alla progettazione di Marcello Piacentini, realizzata cento anni fa. Mariola Peretti ha sottolineato l’importanza di recuperare un bene ormai storico come il Diurno, inaugurato nell’ottobre del 1950, sfruttando i lavori effettuati nel 1944 per costruire il rifugio antiaereo. «Piazza Dante ha due livelli – ha detto l’architetto -. Ma noi ne cogliamo soltanto uno, alla superficie. Quello sottostante è straordinario, ma precluso alla città ormai da quasi mezzo secolo. Riportarlo in vita è importante, un elemento prezioso per la città, per ridare vita al suo centro».

L’assessore Valesini ha insistito sull’ampiezza del piano di rilancio del Centro Piacentiniano, che va da via Torquato Tasso fino a Palazzo Frizzoni, un’area di quattro ettari, cioè quarantamila metri quadrati (l’equivalente di quattro campi di calcio regolamentari). Per la sistemazione, il Comune prevede una spesa di otto milioni di euro di cui due e mezzo per Piazza Dante. «Complessivamente – hanno detto Marzia Marchesi e Francesco Valesini – la superficie verde aumenterà, il numero di alberi anche, perché verde e ambiente sono un valore fondamentale. Come il paesaggio e i beni architettonici storici».

Secondo i progettisti e secondo il Comune, il sacrificio degli otto olmi è necessario per garantire la buona salute della copertura dell’ex Diurno, che diventerà un luogo di incontro, un locale pubblico pensato molto per i giovani, con bar, caffè, musica dal vivo. L’ex Diurno è stato acquistato da una società privata pagando al demanio ottocentomila euro. Alla fine, dopo tutti i lavori, il costo per la società privata salirà a due milioni e mezzo di euro. Ha detto ancora Marzia Marchesi: «Siamo molto attenti agli alberi. Per esempio, sulla base di segnalazioni dei condomini di via Goisis, avevamo deciso di tagliare gli alberi della strada, ma in seguito ad altre segnalazioni abbiamo sospeso l’intervento perché ci siamo resi conto che forse il taglio non era giustificato. Il caso di piazza Dante, purtroppo, è diverso».

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