Quartiere in allarme

Il giallo della sparatoria al Villaggio degli Sposi, che la gente ha udito ma la polizia nega

Diverse persone hanno udito distintamente due colpi d'arma da fuoco e visto un uomo fuggire gridando: «Mi vogliono uccidere». Per le forze dell'ordine era solo una rissa tra ubriachi

Il giallo della sparatoria al Villaggio degli Sposi, che la gente ha udito ma la polizia nega
Cronaca Bergamo, 24 Luglio 2021 ore 09:20

di Andrea Rossetti

Le testimonianze sono tante e tutte combacianti: la sera di lunedì 19 luglio, in via Galmozzi al Villaggio degli Sposi, c’è stata una sparatoria. Due colpi di pistola chiari, perfettamente uditi da più persone che si trovavano nelle immediate vicinanze. Eppure le forze dell’ordine negano. Non è stato trovato alcun bossolo, dicono. Ma com'è possibile? Stiamo assistendo a un’allucinazione uditiva di massa?

I fatti e le testimonianze

Di sicuro, alle 23 passate del 19 luglio, al Villaggio degli Sposi qualcosa è successo. Una lite, pare, tra quattro persone. Uno di questi, nello scavalcare la cancellata di un’abitazione privata, si è anche ferito ed è stato soccorso da un’ambulanza. Era ubriaco, si è fatto medicare ma ha poi rifiutato il ricovero. Questo è quanto accaduto secondo le autorità. Ma qualcosa non torna. «Mio figlio si trovava al parchetto di via delle Cave con alcuni amici - racconta una residente -. All'improvviso, hanno sentito due spari e, poco dopo, hanno visto correre un uomo che urlava: “Mi vogliono uccidere!” ed è poi fuggito saltando nel giardino di un’abitazione. Mio figlio e i suoi amici, ovviamente, si sono spaventati. È arrivato a casa e mi ha raccontato il tutto».

Un racconto che combacia con quello di diversi altri abitanti del Villaggio, che hanno scritto post preoccupati sul gruppo Facebook “Sei del Villaggio se...”. Una donna, residente proprio nella palazzina in cui l’uomo ha cercato riparo, racconta: «Stava scappando, urlava che volevano ucciderlo e ha cercato riparo nel nostro condominio. Scavalcando il cancello è caduto e si è lussato una spalla. Ho chiamato i Carabinieri, era visibilmente ubriaco, tant’è che ha anche vomitato in giardino. È poi arrivata l’ambulanza che lo ha medicato. Ci siamo presi un bello spavento». Quasi tutti, poi, confermano: si sono sentiti distintamente due spari. «La polizia dice che è impossibile, dato che non ci sono i bossoli - commenta la madre del ragazzino testimone -. Al massimo potevano avere una scacciacani o dei petardi, dicono. Ma, a parte che i bossoli si possono pure raccogliere, soprattutto se non vuoi farti identificare, perché mai, durante una lite, delle persone dovrebbero far scoppiare dei petardi?».

«Insicurezza crescente»

La sensazione è che le autorità vogliano minimizzare i fatti della sera del 19 luglio, che rappresentano l’apice di una situazione che da ormai un po’ di tempo non è tranquilla in quel del Villaggio, come conferma il direttivo del gruppo del Controllo di vicinato dell’area, che conta ben duecento famiglie tra i partecipanti: «Non diciamo che la situazione è tragica, però che ci sia un disagio crescente è indubbio. E quanto accaduto la sera di lunedì lo dimostra. Lascia perplessi che le forze dell’ordine neghino quanto accaduto o comunque lo riconducano a una semplice lite tra ubriachi. Gli spari li hanno sentiti in tanti e ora c’è paura».

Il Villaggio degli Sposi è uno dei quartieri che, negli ultimi anni, è stato più colpito dal fenomeno dei furti in abitazione, «problema che è tornato a ripresentarsi con una certa costanza, purtroppo, negli ultimi quattro o cinque mesi», afferma il direttivo del Controllo di vicinato. Ma mai si era assistito a fatti come quelli del 19 luglio.

«Le problematiche stanno aumentando e il sentimento di insicurezza si sta acutizzando - continua il direttivo -. Da un po’ di tempo registriamo segnalazioni legate al piccolo spaccio. E ora questa misteriosa sparatoria... I rapporti con il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Sergio Gandi, così come quelli con la comandante della Locale Gabriella Messina, sono sempre stati buoni. E continuano a esserlo. Però vorremmo che dalle parole si passasse ai fatti: è dal 2016 che attendiamo l’installazione delle telecamere nel quartiere. Recentemente abbiamo nuovamente sollecitato e ci è stato risposto che il Covid ha allungato i tempi. La pandemia, però, c’è da un anno e mezzo, non da cinque anni...».

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