l'appello

Il grido d’allarme dei pensionati: «Agli anziani nelle Rsa non si tolga l’affetto dei parenti»

Il segretario generale di Fnp Cisl Lombardia Emilio Didonè interviene nuovamente in merito alla decisione di Regione Lombardia di chiudere le case di riposo alle visite esterne

Il grido d’allarme dei pensionati: «Agli anziani nelle Rsa non si tolga l’affetto dei parenti»
26 Ottobre 2020 ore 16:21

Tra le categorie che hanno pagato al Covid uno dei tributi più alti in termini di vittime e di affetti negati vi sono gli anziani, chiusi nelle case di riposo sia durante il lockdown, sia adesso che la seconda ondata dell’epidemia sta montando. Ma «le Rsa non sono case da gioco, palestre, piscine – sottolinea Emilio Didonè, segretario generale di Fnp Cisl Lombardia -. Chi vi entra non lo fa per svago o per tenersi in forma. E profittare del silenzio di chi non alza mai la voce, allontanare i vecchi dai loro affetti e dai ricordi più cari non può essere una soluzione. Non lo è stata cinque mesi fa, e i dati impietosi sono lì a dimostrarlo, e non lo sarà neanche oggi. È mai possibile che in questi mesi di tregua non si è riusciti a mettere a punto un vademecum specifico per le visite in sicurezza dei parenti?».

Ha creato aspre polemiche tra i sindacati, infatti, la decisione di Regione Lombardia di chiudere lo scorso 16 ottobre tutte le Rsa alle visite ai parenti, eccezion fatta per le situazioni di fine vita. La ratio alla base del provvedimento è facilmente intuibile, ossia evitare che il virus circoli nuovamente in queste strutture mietendo un gran numero di vittime. D’altro canto i sindacati evidenziano come questo isolamento forzato abbia sull’equilibrio emotivo degli anziani un impatto estremamente violento, pregiudicandone la loro salute.

«Siamo anche noi molto preoccupati che le strutture per anziani tornino ad essere luoghi di contagio, ma Regione, Rsa e Welfare regionale non possono limitarsi a chiudere tutto – aggiunge Didonè -. In questa fase nessuno deve essere lasciato solo. Dobbiamo garantire ai ricoverati la possibilità di mantenere i contatti con l’esterno. È quindi opportuno sviluppare le iniziative avviate la scorsa primavera per dotare ogni struttura della strumentazione tecnologica necessaria e consentire un legame affettivo anche a distanza. Consentire agli anziani di vedere e sentire i propri familiari è un livello essenziale di assistenza, soprattutto negli ultimi momenti della vita di una persona».

Invece, stando alle segnalazioni, risulterebbero assai poche le strutture che in questi mesi si sono attrezzate in tal senso. La maggior parte delle Rsa convenzionate non si sarebbero attrezzate per affrontare la tanto temuta seconda ondata. «Se a febbraio eravamo impreparati, ora non ci dovrebbero più essere alibi – commenta il segretario generale di Fnp Cisl Lombardia -. Sono oltre 60 mila le persone che vivono in queste strutture residenziali in Lombardia. Il Covid continua a diffondersi, ma solo agli anziani ricoverati viene imposto di vivere segregati, senza che a nessuno venga in mente di chiedere loro come si possano sentire in un letto senza vedere i propri cari».

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