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A causa del Covid

Il video shock dell'associazione Essere Animali sull'abbattimento di visoni a Capralba

Attenzione: immagini forti. Nel più grande allevamento italiano di questi animali sono iniziate le procedure di uccisione ordinate dall'Ats Valpadana per il rischio di contagio

Cronaca 05 Dicembre 2020 ore 17:49

Nei giorni scorsi era stato resto noto che a Capralba, nell'allevamento italiano più grande di questa specie, sarebbero stati abbattuti ben 28mila visoni a causa del rischio di contagio da Covid. L’associazione Essere Animali ha realizzato, con un drone, un video molto forte che mostra la raccolta degli animali abbattuti, che dopo essere stati uccisi in una camera a gas con monossido di carbonio vengono ammassati in appositi container e poi inceneriti. A ordinare l'abbattimento degli animali è stata l’Ats Valpadana. A raccontare la vicenda sono i colleghi di PrimaTreviglio.

Tempo fa, due esemplari erano stati trovati debolmente positivi al Sars-Cov-2 (anche se il titolare dell’allevamento aveva sostenuto che non fosse così). Da qui la decisione di abbattere tutti i capi dell’allevamento e incenerirne le carcasse. L’ordinanza che disciplina la materia spiega infatti che «in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento».

L’allevamento di Capralba era peraltro già fermo per via di un’ordinanza firmata a novembre dal ministro Roberto Speranza con cui si disponeva la sospensione di tutte le attività negli allevamenti di visione fino a fine febbraio 2021. Un principio di massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, che al contempo ha gettato tante famiglie nella paura. E mentre il settore attende il prossimo riscontro epidemiologico, per gli allevatori capralbesi sul futuro si spalancano le porte dell’incertezza.

A mostrare indignazione per l’accaduto, come detto, è stata l’associazione Essere Animali, che ha ripreso, attraverso il drone, le immagini dell’abbattimento, avvenuto negli scorsi giorni attraverso il ricorso di gas, come è avvenuto in Danimarca. I visoni, ormai morti, sono stati poi posti in un gigantesco cassone.

«Ci indigniamo per queste immagini che mostrano migliaia di corpi inermi, gettati come rifiuti, ma le uccisioni dei visoni avvenivano anche gli scorsi anni, con l’unica differenza che gli animali abbattuti quest’anno a Capralba, anziché diventare pellicce, saranno inceneriti per l’alto rischio di contagio del virus all’essere umano», commenta Simone Montuschi, presidente di Essere Animali.

Ciò che l’associazione chiede è uno stop definitivo all’allevamento di questi animali in Italia. «Gli allevamenti di visoni sono crudeli verso gli animali e pericolosi per la salute pubblica, la produzione di pellicce doveva essere vietata già anni fa, d’altronde diverse proposte di Legge sul tema non sono mai state discusse. Ora non si perda altro tempo e si introduca subito un divieto nazionale di allevamento di animali da pelliccia», ha concluso Montuschi.

Già in passato nella Bassa bergamasca e nell’Alto Cremasco si erano organizzate manifestazioni contro gli allevamenti di visoni, alcuni dei quali si trovavano anche ad Antegnate e a Misano.