La curiosità

In Val Seriana si sta sempre in coda. E pensare che il sogno possibile era… l’Autostrada

Negli Anni Settanta c'era a portata di mano una soluzione ancor oggi utopia. Sul tavolo c’erano 500 milioni di lire e la concretezza di una società per azioni

In Val Seriana si sta sempre in coda. E pensare che il sogno possibile era… l’Autostrada
Val Seriana, 14 Gennaio 2020 ore 10:47

di Giambattista Gherardi

Code su code in Val Seriana, al mattino e alla domenica sera in discesa, alla sera e al sabato in salita. Negli Anni Settanta c’era a portata di mano una soluzione ancor oggi utopia. Sul tavolo c’erano 500 milioni di lire e la concretezza di una società per azioni, la Autostrada Valle Seriana Spa. A far la parte del leone nel capitale c’erano, fra gli enti pubblici, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Bergamo (rispettivamente con 143, 75 e 100 milioni di lire) e tutti i comuni seriani (Alzano e Nembro con 350.000 lire, Clusone con 250.000, Leffe con 210.00). Fra i privati spiccavano i 50 milioni di Italcementi e AGIP, i 13 milioni ciascuno di Credito Bergamasco, Banca Popolare di Bergamo e Banca Provinciale Lombarda, 12.135.000 lire dell’Unione Industriali e 11.500.000 lire del Tappetificio Nazionale Radici di Cazzano S.Andrea. Il 18 aprile del 1972 gli azionisti furono convocati per l’assemblea ordinaria. v

Una tavola del progetto dell’autostrada in Val Seriana

«Ho il dovere anzitutto di informare – esordì il presidente Cristoforo Pezzini nella sua relazione – che la realizzazione della nostra Autostrada ha purtroppo segnato una battuta d’ arresto: dobbiamo constatare, infatti, col più vivo rammarico, che la nostra legittima aspettativa del provvedimento concessivo è andata fino ad oggi delusa. È appena il caso di ricordare che, a seguito del conforme parere favorevole del C.I.P.E., sin dal 12 febbraio 1970 il Ministero dei Lavori Pubblici e, per esso, il Consiglio di Amministrazione dell’A.N.A.S. approvò lo schema di convenzione relativo alla concessione per la progettazione, costruzione ed esercizio della nostra Autostrada, subordinando il formale perfezionamento della concessione alla previa soluzione del relativo problema finanziario, nel senso che la nostra società avrebbe dovuto assicurare l’autofinanziamento dell’opera. Superate, pertanto, nel corso dell’esercizio 1971, le non poche e non lievi difficoltà incontrate per il totale finanziamento, appariva più che legittima la nostra attesa di una pronta conclusione della pratica relativa alla concessione, che avrebbe consentito il sollecito inizio dei lavori (…). Invece, abbiamo dovuto rilevare con grave disappunto che sono insorti nuovi e imprevedibili ostacoli di natura politica e legislativa a ritardare l’auspicato provvedimento concessivo: è stata inserita nella legge 28 aprile 1971, n.287, una clausola ostativa al rilascio di nuove concessioni autostradali».

«A questo punto dobbiamo purtroppo aggiungere che appaiono pressoché inesistenti – affermò più avanti sempre Pezzini – le nostre possibilità di intervento per superare questa situazione di paralisi, che colpisce la nostra autostrada». Il progetto della nuova autostrada era stato redatto dal prof. Aimone Jelmoni del Politecnico di Milano. Dallo svincolo di Seriate lungo la Milano-Brescia si proseguiva verso l’uscita di Cornale (sostituiva di quelle dapprima previste a Negrone e al confine fra Nembro e Albino), l’area di servizio di Vall’Alta, lo svincolo della Val Gandino e quello verso la Valle del Riso, completando il tracciato dopo 30.583 metri a Ponte Selva, per allacciarsi alla provinciale 35 di Clusone. 6.198 i metri in galleria, 4.385 su ponti e viadotti, 20.000 all’aperto. A livello economico, Pezzini precisava come la Società avesse ricevuto «precisi affidamenti da parte della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde un finanziamento di 35 miliardi di lire, da ammortizzare nel periodo di anni trenta, nell’intesa che, in relazione all’andamento dei costi dei lavori pubblici, tale importo potrà essere dilatato del dieci per cento, talché il costo dell’opera previsto in Lire 40 miliardi circa, verrà a trovare la piena e totale copertura». Il sogno dell’Autostrada non divenne mai realtà e la Val Seriana è ancora in coda.

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