Su mandato della procura

Inchiesta Covid, Ats Bergamo conferma: «La Finanza è stata da noi, siamo a disposizione»

Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti nell'ambito delle indagini relative all'emergenza sanitaria vissuta dalla nostra provincia la scorsa primavera. Sono state anche nella sede del Ministero dalla Salute, dell'Iss e della Asst Bergamo Est

Inchiesta Covid, Ats Bergamo conferma: «La Finanza è stata da noi, siamo a disposizione»
Cronaca Bergamo, 14 Gennaio 2021 ore 18:42

Con una scarna nota stampa, nel pomeriggio di oggi (giovedì 14 gennaio) Ats Bergamo ha confermato la notizia circolata in mattina su diversi organi di stampa (e data in primis dal Corriere Bergamo), ovvero che la Guardia di Finanza è stata negli uffici di via Galliccioli su mandato della Procura di Bergamo per acquisire documentazione nell’ambito dell’inchiesta relativa all’emergenza Covid vissuta dalla nostra provincia la scorsa primavera.

«L’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo – si legge nel comunicato stampa – conferma che quest’oggi la Guardia di Finanza si è recata nella sede di Ats Bergamo per l’acquisizione di documentazione. Ats Bergamo è a disposizione dell’autorità giudiziaria e collabora fattivamente con gli uomini delle Fiamme Gialle. Ats Bergamo non rilascerà dichiarazioni in merito all’attività della GDF e alle indagini in corso».

Sempre questa mattina, la Finanza si è presentata anche negli uffici del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità a Roma e nella sede dell’Asst Bergamo Est, azienda che gestisce anche l’ospedale di Alzano Lombardo, con lo stesso obiettivo di acquisire documentazione da vagliare nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bergamo. Questi documenti serviranno (sperano gli inquirenti) a fare chiarezza sulla gestione del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano, chiuso e riaperto nel giro di poche ore il 23 febbraio 2020, ma soprattutto in merito ai piani pandemici italiani non aggiornati, visto che attualmente in mano hanno soltanto i piani pubblicati sul sito del Ministero.

In particolare, il piano del 2017 sarebbe un copia e incolla con tanto di refusi di quello del 2006. A confermare questa tesi anche il ricercatore dell’Oms Francesco Zambon, autore insieme ad altri scienziati di un report, pubblicato e rimosso dal sito dell’Oms nel giro di 24 ore, sulla gestione della prima ondata della pandemia in Italia, finito al centro dell’inchiesta condotta dai magistrati bergamaschi.

Pochi giorni prima, invece, sempre la Finanza era stata negli uffici del programma Rai Report per acquisire, sempre su mandato della Procura di Bergamo, una copia delle email interne dell’Organizzazione mondiale della sanità (l’Oms) che la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci aveva mostrato in esclusiva nel corso di due puntate andate in onda il 30 novembre e il 7 dicembre scorsi.

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