Sviluppi nell'indagine

Indagati il macchinista e il capotreno del convoglio deragliato a Carnate

Il convoglio era ripartito dalla stazione di Paderno d'Adda dopo che i due dipendenti erano scesi per concedersi una sosta. Era rimasto ferito lievemente un solo passeggero. Sul caso, avvenuto lo scorso 19 agosto, aveva aperto un'inchiesta la Procura di Monza

Indagati il macchinista e il capotreno del convoglio deragliato a Carnate
21 Settembre 2020 ore 15:46

Avevano lasciato incustodito il treno che, nel frattempo, era ripartito e deragliato alla stazione di Carnate. Ora il macchinista e il capotreno del regionale Lecco-Milano, dopo essere stati sospesi lo scorso 20 agosto da Trenord, risultano anche formalmente indagati dalla Procura di Monza.

Secondo quanto riporta PrimaMerate si è chiusa oggi (lunedì 21 settembre) con due avvisi di garanzia la prima fase di indagini in merito a quanto avvenuto lo scorso 19 agosto. Secondo quanto ricostruito i due erano scesi alla stazione di Paderno-Robbiate per concedersi una pausa ma, nel frattempo, il treno si era messo in moto prima del tempo sfruttando molto probabilmente una leggera pendenza presente in quel tratto. Dopo essersi accorti di quanto stava accadendo, macchinista e capotreno avevano tentato di rincorrerlo invano; la motrice, dopo aver percorso circa 7 chilometri, era stata instradata dai tecnici su un binario morto della stazione di Carnate, dove si era scontrata contro un muretto uscendo dai binari.

Fortunatamente, nonostante ci fossero tutte le premesse per un disastro annunciato, a bordo era presente un solo passeggero, che a causa dell’urto aveva riportato lievi contusioni. Secondo la Procura la procedura di parking del treno non era stata eseguita correttamente: il macchinista avrebbe dovuto infatti inserire i freni, consentendo lo stazionamento, altrimenti non avrebbe potuto allontanarsi dal mezzo, come invece è stato fatto. Le indagini sono state condotte dalla Polfer di Milano, che ha analizzato la scatola nera del treno e interrogato diversi testimoni, al termine delle quali il procuratore Claudio Gittardi e il pm Michele Trianni hanno formalmente indagato i due dipendenti di Trenord.

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