Futuro prossimo

Intesa conferma il successo dell’operazione. Ecco cosa dovrà fare chi ha ancora azioni Ubi

Dopo le dimissioni di Massiah dalla guida dell'istituto bergamasco-bresciano, Ca' de Sass annuncia i risultati ufficiale dell'Opas e spiega a chi non ha aderito con i propri titoli cosa succederà ora

Intesa conferma il successo dell’operazione. Ecco cosa dovrà fare chi ha ancora azioni Ubi
04 Agosto 2020 ore 11:34

di Andrea Rossetti

Alle prime ore di oggi, martedì 4 agosto, proprio il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni da numero uno di Ubi Banca di Victor Massiah, Intesa Sanpaolo ha reso noti i risultati definitivi dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio promossa sulle azioni dell’istituto bergamasco-bresciano. Risultati che confermano quanto già reso noto la sera del 30 luglio alla chiusura del periodo di adesione: l’operazione è stata un successo, con il 90,2 per cento di azioni Ubi entrate nel portafogli di Ca’ de Sass. Un risultato che fa scattare per Intesa l’obbligo di acquisto delle azioni residue e rende decisamente meno complicato l’iter di incorporazione dell’altro istituto.

In attesa dei prossimi passaggi più istituzionali, a partire dalla nomina di un nuovo Cda, ci sono ancora una serie di step “burocratici” e finanziari che devono compiersi. Intesa conferma che domani, 5 agosto, avverrà per tutti gli azionisti ex Ubi che hanno aderito all’Opas il pagamento del corrispettivo in azioni. In altre parole, per ogni dieci azioni Ubi che hanno portato a Intesa ne riceveranno 17 del Gruppo di Ca’ de Sass. Il pagamento della parte cash dell’operazione invece (0,57 euro per ogni azione Ubi portata a Intesa), pari a un ammontare complessivo di 588 milioni 216 mila e 75,39 euro, verrà effettuato il 19 agosto.

Come detto, avendo ottenuto un successo superiore al 90 per cento (ma inferiore al 95), per Intesa scatta ora l’obbligo di acquisto delle azioni residue, ovvero di quelle azioni detenute da azionisti Ubi che hanno deciso di non aderire, pari al 9,8 per cento del capitale sociale di Ubi. Intesa riconoscerà a questi azionisti, che ne faranno richiesta esplicita, lo stesso “premio” riconosciuto agli azionisti che hanno aderito all’Opas nel periodo di adesione, ovvero 17 azioni Intesa ogni 10 azioni Ubi più una parte cash di 0,57 euro per ogni singola azione. L’altra opzione, è che gli aizonisti “residui” di Ubi chiedano invece di ottenere in cambio delle proprie azioni un corrispettivo integrale in contanti. In questo caso, l’importo (come previsto per legge) sarà pari alla somma della media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni di Intesa nei cinque giorni precedenti la data di pagamento (dunque i valori di Borsa delle azioni Intesa nei giorni del 29, 30, 31 luglio, 3 e 4 agosto) moltiplicata per il Rapporto di Cambio e 0,57 euro per ogni azione detenuta.

Per fare richiesta (di una delle due modalità) bisognerà seguire un’apposita procedura, che prevede la compilazione del modulo di richiesta di vendita e il deposito delle azioni residue presso l’intermediario di riferimento (spesso, la banca attraverso cui si sono comprate le azioni). Nei prossimi giorni Intesa comunicherà quando inizierà e quando si chiuderà il periodo di presentazione della richiesta di vendita e il pagamento del corrispettivo avverrà il primo giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura di quello.

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