In centro la bufera di spaccate non dà pace, nonostante gli annunci di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e i tavoli per la sicurezza in Prefettura. Nella notte tra giovedì e venerdì 3 luglio sono tre le attività finite nel mirino dei ladri tra le vie del cuore di Bergamo, una sequenza che torna ad alimentare le preoccupazioni di chi ogni sera abbassa la serranda con il timore di ritrovare, il mattino successivo, una vetrina infranta.
Via Tasso
Ennesimo tentativo di scasso all’Ottica Isnenghi di via Tasso 62. Ignoti hanno cercato di sfondare la vetrina e di forzare l’ingresso del negozio, senza però riuscire a entrare. A impedire il colpo è stato il vetro antisfondamento, che ha resistito all’assalto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e la Scientifica, chiamata a effettuare i rilievi anche sulle tracce di sangue rimaste sulla porta d’ingresso, probabilmente lasciate da uno dei responsabili durante il tentativo di effrazione. Saranno le telecamere della zona a contribuire a ricostruire con precisione quanto accaduto.
Gli altri due episodi
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Il tentativo di via Tasso si collega ad altri due episodi che hanno colpito attività nelle immediate vicinanze, il che farebbe pensare che gli autori siano gli stessi. Tra queste il ristorante Miya Sushi & Ramen, all’angolo tra via Pignolo e via Camozzi, e il parrucchiere H2O2 di via Verdi, entrambi presi di mira con la stessa tecnica. La spaccata, appunto.
Le parole della sindaca e degli assessori
Nel pomeriggio, in merito agli odiosi episodi avvenuti – che si sommano ai casi già registrati -, la sindaca Elena Carnevali, l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni e quello al Commercio Sergio Gandi hanno diffuso una nota stampa, che riportiamo di seguito:
«Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà ai commercianti colpiti. La situazione, tra gli altri temi già evidenziati nella lettera inviata il 7 maggio scorso, sarà quindi oggetto dell’incontro che la sindaca Elena Carnevali avrà con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi giovedì 9 luglio.
A Bergamo, le istituzioni ci sono e lavorano all’unisono sul piano del presidio e investigativo per accertare i fatti in modo da assicurare alla giustizia i responsabili. Siamo quindi grati per l’impegno quotidiano a Magistratura, Prefettura, Questura e a tutte le forze di polizia, comprese la polizia locale.
In una città che si muove unita per mantenere vive, attrattive e presidiate le proprie vie, anche grazie al tessuto commerciale, non vogliamo che si spengano le luci o si abbassino le saracinesche.
Il Comune sta facendo la sua parte con investimenti e personale: l’aumento delle assunzioni della polizia locale, della videosorveglianza, la vigilanza privata in convenzione e il bando per contributi alla sicurezza passiva (da poco concluso con un’alta adesione) dimostrano che sono aiuti utili e efficaci. Laddove erano presenti i vetri antisfondamento, i colpi sono infatti falliti, salvaguardando i negozi e fornendo elementi preziosi alle indagini.
La sicurezza e l’ordine pubblico sono una competenza esclusiva dello Stato, a cui noi continueremo a dare un contributo fattivo e determinato anche attraverso la nostra polizia locale. Garantire la serenità di chi vive e lavora a Bergamo richiede il massimo sforzo collettivo, senza divisioni».