Cronaca
Citazione in giudizio

La chiusura definitiva di Elav Circus finisce in tribunale (mancato preavviso)

Il locale ha chiuso nel primo lockdown e non ha più riaperto. A giugno è stata data la disdetta alla proprietà

La chiusura definitiva di Elav Circus finisce in tribunale (mancato preavviso)
Cronaca Bergamo, 15 Febbraio 2021 ore 02:20

Non c’è pace per l’ex In dispArte, che da fine 2018 si è trasformato in Elav Cirvus, entrando quindi nel noto circuito del premiatissimo birrificio artigianale bergamasco. Ma il lockdown ha tagliato le gambe al rilancio del locale. Chiuso ai primi di marzo per il lockdown, non ha più riaperto, con otto i dipendenti rimasti a casa. Peccato, perché era diventata la casa di molti concerti di Bergamo Jazz e di incontri con Bergamo Film Meeting. Cultura alta, insomma.

«L’affitto costava 5 mila euro al mese, con le spese si arrivava a 8 mila, impossibile andare avanti restando chiusi, ho dato la disdetta alla proprietà a giugno, che ha risposto con una citazione in tribunale per i sei mesi di mancato preavviso», ha spiega il titolare Antonio Terzi al Corriere della Sera Bergamo.

È proprio arrivata l’ingiunzione per il pagamento dell’affitto arretrato: 20 mila euro. Ma ne “ballano” altri 40mila, sui quali si deciderà in aula. Terzi aveva acceso un finanziamento di 25 mila euro per pagare i costi di chiusura, ma i ristori sono arrivati ad appena 10 mila euro.

Anche la riapertura del Clock Tower a Treviglio, sempre della galassia Elav, è in sospeso. In poche ore, lo storico locale aperto in città dal 1994 è stato completamente smontato lo scorso 20 novembre, e i locali svuotati. Dal grande bancone con le spine a marchio Elav fino al beer shop, le lavagne con la lista delle birre, e  i “vissutissimi” tavoli di legno, su cui migliaia di giovani da tutta la Bassa hanno brindato almeno una volta nella vita. Il Clock Tower era stato rilevato nel 2000 da Antonio Terzi e Valentina Ardemagni, ed era diventato uno dei primi pub in stile irlandese della zona. Nel 2003, alla distribuzione si affiancò la produzione birraia, e anche in quel caso si trattò di uno dei primi “esperimenti” di questo genere a livello provinciale.

Restano l’Elav Kitchen and Beer in via Solata, Città Alta, Cascina Elav e il birrificio a Comun Nuovo, che ospitava l’Indie e lo Yule Fest. Il birrificio fa parte dell’industria alimentare e non ha accesso a nessun aiuto, ma con la chiusura il fatturato è crollato. I dipendenti sono in cassa integrazione.