Disagi anche alla Lorenzini

La chiusura delle medie di Seriate Retroscena e motivi della polemica

La chiusura delle medie di Seriate Retroscena e motivi della polemica
16 Settembre 2016 ore 06:30

La chiusura della Scuola Secondaria Aldo Moro di Seriate ha suscitato negli ultimi giorni copiose polemiche. Principalmente non era ben chiara la ragione per cui il termine della riconsegna dell’esito delle indagini sulla sicurezza dell’edificio, svolte dalla ditta C-Spin, fosse stato fissato per il 2 settembre, data palesemente troppo vicina all’inizio delle lezioni. Non solo: l’esito, riconsegnato con quattro giorni di ritardo, ha delineato una situazione di emergenza tale da richiedere immediati interventi d’urgenza, generando disagi alle famiglie per lo slittamento delle lezioni dei figli al pomeriggio nella vicina scuola Cerioli.

La relazione del 17 agosto. Il Comitato Genitori, le famiglie e l’opposizione si sono domandati come abbia potuto il Comune arrivare a misure tanto drastiche solo a settembre. In realtà lo stato delle scuole era già noto all’amministrazione Comunale sin dalla metà di agosto, quando cioè la C-Spin aveva consegnato una prima relazione «riguardo il rilevamento degli indizi di sfondellamento nell’edificio». Per la precisione scritta il 5 agosto, indirizzata all’Ufficio Tecnico del Comune e protocollata con timbro del 17.

 

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Il soffitto delle scuole medie Aldo Moro.

 

Già allora era segnalata la presenza di criticità, a motivo delle quali era consigliato dai tecnici l’intervento secondo metodologie specifiche: «Per le zone che hanno manifestato gravi (e nel testo la parola ‘gravi’ è scritta in grassetto e sottolineata, ndr) indizi di sfondellamento è opportuno procedere alla rimozione dei fondelli in tempi brevi, senza necessariamente procedere contestualmente al ripristino della continuità del soffitto». A ciò si aggiunge, dopo un’attenta analisi aula per aula con relativo prospetto tecnico, il ribadire la necessità di un intervento immediato per «la rimozione immediata dei fondelli nelle zone a maggior rischio di distacco». Suggerito invece l’intervento «nel medio periodo» per le aule «con gli indizi di sfondellamento di maggior rilevanza e con estensioni dei rischi di sfondellamento estesi ad almeno il 30-40 percento dell’aula»

L’esito del 6 settembre. Il documento del 17 agosto non si propone come una relazione provvisoria, ma semplicemente come l’avviso relativo alla Moro da cui verrà poi stillata la relazione globale e finale del 6 settembre. Quest’ultima è ovviamente più completa, corredata da foto e da una maggior specificità nel descrivere il modus operandi e i rilievi dei professionisti, ma le metodologie di intervento sono identiche, nessuna differenza nemmeno lessicale. Il sindaco controbatte con la differenza di spese prospettata allora: pare che ad agosto il tetto di spesa da preventivare non dovesse superare i 50mila euro, mentre il prospetto pare quadruplicasse l’importo.

 

Scuole medie Seriate

 

Il punto resta sempre e comunque: perché non si è intervenuti ad agosto? Se l’importo fosse stato di 200mila euro già ad agosto si sarebbe intervenuti, quindi? Se le criticità erano state già rese note quasi un mese fa, per quale ragione si è deciso di non intervenire nell’immediato? Forse una sottovalutazione? Già allora infatti lo stato dell’edificio della Scuola Moro era stato ritenuto grave, rispetto alle altre scuole per cui il livello di pericolosità indicato risultava medio o leggero. «Appena gli incaricati ci hanno fatto sapere di queste criticità, ci siamo mossi […] Abbiamo saputo solo a inizio settembre degli interventi necessari e ci siamo subito attivati» ha dichiarato il sindaco Cristian Vezzoli a L’Eco di Bergamo del 10 settembre. «In ogni caso non è vero che ci si è mossi immediatamente, è vero invece che i disagi avrebbero potuto essere evitati o fortemente limitati», riflette e controbatte l’opposizione.

Disagi anche alla Lorenzini. Le difficoltà stentano ad arginarsi: inagibile l’aula del sonno della scuola d’infanzia Lorenzini, anch’essa oggetto del lavoro di indagini della C-Spin. Ieri è giunto un comunicato da parte della dirigente scolastica Silvia Alberti ai genitori dei bambini di tre anni, ai docenti e ai collaboratori della Scuola d’infanzia. «Al momento non è possibile sapere quando tornerà utilizzabile», dunque si chiede alle famiglie, per quelle cui è possibile, di ritirare da scuola i figli alle 13 per limitare i disagi. Gli alunni che si fermeranno saranno costretti a riposare nell’aula di pittura, che risulta però non oscurata. «Abbiamo richiesto di attrezzarla con tende oscuranti quanto prima, ma, nel frattempo, i bimbi dovrebbero dormire in un locale non del tutto idoneo e poco rilassante», precisa la dirigente.

 

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La priorità dovrebbero essere gli alunni. «A questo punto la responsabilità politica di non aver saputo garantire un inizio d’anno scolastico normale per tutti i nostri ragazzi si sdoppia, perché ad essa si aggiunge quella etica di aver nascosto le reali ragioni di tale disagio, cioè l’inefficienza e la superficialità dell’Amministrazione Comunale», critica duramente l’opposizione. Nel gioco delle responsabilità tecniche, politiche o gestionali, coloro che, in conclusione, ne fanno le spese sono i bambini e i ragazzi, i quali, invece, dovrebbero vedersi garantito il servizio all’istruzione in edifici a norma e nei tempi previsti dall’anno scolastico. Il sindaco oggi dichiara alla stampa: «Non trovo il senso di fare polemica quando le dirigenti hanno esortato a garantire la serenità dei ragazzi». Eppure è difficile scorgere la serenità dei ragazzi di fronte a tutti gli spostamenti di orario e di dislocazione: una semplice esortazione forse non basta ad ottenere il risultato richiesto e la polemica risulta inevitabile. PD e Albatro restano perplessi: «I bambini non hanno un posto adeguato per dormire e perdono la serenità per le nostre segnalazioni?».

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