In alternativa al treno

La funivia Bergamo-Orio Di che cosa stiamo parlando

La funivia Bergamo-Orio Di che cosa stiamo parlando
10 Aprile 2015 ore 09:30

La prima volta che si è discusso della funivia tra l’aeroporto di Orio al Serio e Bergamo era il 12 marzo 2010, quando il progetto venne presentato al Comitato ristretto che si occupava del collegamento Bergamo-Orio. Il nome era “Expo Skyliner”, perché inizialmente pensato per favorire il flusso di turisti in visita alla fiera universale. L’idea era di un gruppo imprenditoriale composto da società private ed enti, che hanno programmato un percorso stabilito, in grado di collegare l’aeroporto alla città in meno di nove minuti. Si tratterebbe di tre linee di cabinovie, sospese a circa 10 metri d’altezza, che affiancherebbero l’autostrada nel primo tratto, per poi svoltare a Nord dirigendosi verso il centro città. Era prevista una fermata anche alla stazione autolinee, e una seconda tratta che collegherebbe la città con la Fiera di Via Lunga. Particolarmente suggestiva la vista di Città Alta, che sarebbe visibile per la maggior parte del viaggio.

I punti forti. La struttura sarebbe realizzabile in tempi molto brevi, addirittura in meno di sei mesi, e in caso di necessità, sarebbe rimovibile e riutilizzabile in altri contesti. L’impatto ambientale sarebbe minimo e soprattutto comporterebbe un risparmio considerevole paragonato ai costi della tratta ferroviaria: si tratterebbe di 10-15 milioni contro i 150 previsti per il treno. Inizialmente pare addirittura che il gruppo imprenditoriale fosse disposto a realizzarla gratuitamente, in cambio di una concessione sulla gestione dell’impianto. Collegamenti simili sono stati realizzati in molte città del mondo, tra le quali New York, Hannover, Innsbruck, Hong Kong. Nel 2012 a Londra è stata inaugurata anche la Emirates Air Line, una funivia finanziata dalla nota compagnia aerea, che è in grado di trasportare fino a 2500 persone all’ora sopra il corso del fiume Tamigi.

 

 

La presentazione. L’Amministrazione Tentorio non aveva dato troppo peso al progetto, preferendo l’ipotesi del collegamento ferroviario, più solido e conosciuto. Dopo più di tre anni, a novembre 2013, si era svolto un incontro tra alcuni dirigenti Sacbo ed i rappresentanti della Leitner di Vipiteno, azienda specializzata nella realizzazione di cabinovie. Il modello di riferimento sarebbe stato un progetto simile a quello approvato per la città di Genova e che aveva già ricevuto finanziamenti dall’Unione Europea. I costi preventivati in quell’occasione si aggiravano attorno ai 40 milioni di euro, 15 dei quali a carico di Sacbo, che in quel momento aveva preferito non approfondire l’argomento.

Il dibattito. Il collegamento tra Bergamo ed Orio è tornato d’attualità durante lo scorso Consiglio comunale, durante il quale Stefano Benigni (Forza Italia) ha fatto appello al pragmatismo: «L’idea della ferrovia che colleghi Bergamo all’aeroporto di Orio è bella ma non applicabile, 150 milioni di euro sono troppi e non sarà certo il Governo, che sta facendo solo tagli, a donarli alla città. Non è la prima volta che se ne parla – ha continuato Benigni – ma forse è il momento di parlare concretamente del progetto della funivia urbana, che avrebbe costi ridotti, un moderato impatto ambientale e tempi di realizzazione sicuramente più accettabili di quelli di un treno».

Il Sindaco Giorgio Gori ha mostrato segni d’apertura, pur difendendo le motivazioni che l’hanno convinto ad inserire l’opera su rotaia nel programma di lavoro per i prossimi anni: «Abbiamo sempre privilegiato l’idea del collegamento ferroviario perché si tratta di un progetto che garantirebbe maggiore solidità allo scalo, migliorando nel contempo i collegamenti già esistenti con Milano». In questo quadro politico riveste però un ruolo importante Alessandro Sorte, assessore regionale ai trasporti e segretario provinciale di Forza Italia. «Prendo atto però della proposta che arriva da Forza Italia – ha continuato Gori – partito a cui fa riferimento anche Sorte, Se la Regione ha deciso di accantonare il treno per Orio non ho preclusioni a considerare anche le alternative, purché siano chiari tutti i vantaggi e gli svantaggi».

Proprio Sorte è intervenuto durante i lavori della terza commissione consiliare di Palafrizzoni, in cui s’è discusso della situazione del trasporto pubblico locale, esprimendosi favorevolmente al progetto della funivia e assicurando l’appoggio del Presidente della Regione Lombardia: «Se Maroni è favorevole al treno per Orio, come fa a non esserlo alla funivia?». L’opera richiederebbe la stretta collaborazione di Comune, Provincia e Regione, e l’assessore regionale ha esteso la partecipazione anche ad eventuali soggetti privati: «Se verrà scelta questa strada, il Comune di Bergamo non sarà da solo. Può essere una buona strategia, dal punto di vista commerciale e anche turistico. Potrebbe esserci anche l’interesse di attori privati, che possono dare il loro contributo. Credo sia interessante dare vita ad una regia».

Come spesso accade in questi casi, pur non essendoci reali oppositori, nessuno sembra però davvero in procinto di dare il via ai lavori, soprattutto perché non sono ancora chiari i termini economici del progetto. Gori, presente all’assemblea, ha mostrato un certo scetticismo, e ha ricordato la situazione finanziaria, sempre più difficile, dei Comuni: «Le grandi opere per il trasporto pubblico sono tutte al di fuori di qualsiasi possibilità di investimento del Comune di Bergamo. Io posso anche andare a Roma con la valigetta in mano per parlare con il ministro, ma sarebbe molto più credibile se ci andasse la Regione Lombardia. Per questo vogliamo capire: dove la Regione è pronta a sostenerci?».

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