Il lutto di una comunità

Le foto dell’addio di Cavernago al piccolo Matteo, che da grande voleva fare il pompiere

Oggi pomeriggio (9 settembre) in tanti hanno partecipato ai funerali dell'undicenne morto dopo aver lottato contro una brutta malattia. Al suo fianco anche i suoi eroi in divisa

Le foto dell’addio di Cavernago al piccolo Matteo, che da grande voleva fare il pompiere
09 Settembre 2020 ore 18:13

Voleva fare il pompiere, il piccolo Matteo. E così sono stati loro, i Vigili del fuoco di Bergamo, ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno, oggi pomeriggio (9 settembre) a Cavernago. Lo hanno raccontato i colleghi di PrimaTreviglio.

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Il funerale del piccolo Matteo Pisani, morto lunedì 7 settembre, a 11 anni, dopo quattro anni di lotta contro un micidiale e neuroblastoma, ha radunato nella parrocchiale del paese centinaia di persone, stretti attorno alla bara bianca e alla famiglia: papà Domenico, pompiere a Bergamo, mamma Francesca e i fratelli Alessandro e Gabriella. Ed è stato proprio un mezzo dei Vigili del fuoco a portare la bara dalla chiesa al cimitero, in mezzo a due braccia di folla. «In momenti come questo non ci sono parole, vorremmo chiedere conto a Dio per questa vita, appena cominciata e già finita, metà della quale vissuta nella malattia – ha detto il parroco don Enrico Mangili -. Che il vento forte della vita ci aiuti a darci pace».

Commossi e increduli, dal palco hanno parlato anche alcuni amici di scuola, oltre a una catechista. «Matteo prima di tutti gli altri aveva capito il valore del tempo, perché sapeva che non è importante quanto duri la vita», ha detto quest’ultima.

Matteo con il fratello maggiore Alessandro

A chiudere la cerimonia, ancora i Vigili del fuoco, che hanno letto la loro preghiera Santa Barbara. «Ricordando il tuo desiderio di essere un pompiere, ti consideriamo tale», hanno spiegato prima di cominciare la preghiera, mentre davanti alla bara qualcuno ha posato un casco del Corpo. Quello di Matteo, il piccolo pompiere che nel cuore e nella mente di un intero paese sarà sempre il coraggioso, battagliero e sfortunato bimbo che ha vissuto per combattere, fino all’ultimo. «Sarai sempre nei nostri cuori», recitava un cartello appeso fuori dalla chiesa.

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