la presa di posizione

Le reazioni (e la solidarietà) della politica a Gori dopo la protesta sotto la sua abitazione

Onorevoli e consiglieri regionali del Pd, il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta, esponenti della Giunta e il vicesindaco Gandi, pur capendo le preoccupazioni dei lavoratori, condannano quanto avvenuto ieri sera (giovedì 5 novembre)

Le reazioni (e la solidarietà) della politica a Gori dopo la protesta sotto la sua abitazione
Bergamo, 06 Novembre 2020 ore 10:25

Da una parte partite iva, commercianti, ristoratori, pizzaioli, artigiani, taxisti ma anche gruppi organizzati di estrema destra e qualche politico della Lega. Dall’altra l’oggetto della manifestazione: le istituzioni, il lockdown e il sindaco Giorgio Gori. Ieri sera, giovedì 5 novembre, anche a Bergamo è esplosa la protesta di piazza contro la serrata stabilita dal nuovo Dpcm governativo, con circa 300 persone che si sono radunate prima sotto Palazzo Frizzoni e poi asserragliate sotto la casa del primo cittadino.

Nel merito dell’episodio è intervenuto questa mattina lo stesso Gori, attraverso un lungo messaggio su Facebook, ma non mancano le reazioni da parte del mondo politico cittadino e dei componenti della Giunta. «Scendere in piazza è un diritto, così come far sentire la propria voce – commenta il vicesindaco Sergio Gandi -. Ma oggi si è varcato un limite che sempre deve essere osservato, quello del rispetto delle persone. Si è scelta una modalità che nulla ha a che vedere con i luoghi della politica e delle Istituzioni nei riguardi di una persona che non ha deciso i provvedimenti contestati. I commercianti hanno le loro ragioni assolutamente rispettabili. Ma non sono accettabili i modi, né si comprende il senso. Al netto delle sofferenze individuali, che capiamo. Aggiungo un pensiero: che alcuni consiglieri abbiamo preso parte alla piazzata è davvero grave. Significa che assecondano, approvano e, magari, promuovono questo tipo di manifestazioni che con la civiltà dello scendere in piazza non hanno nulla a che spartire».

Dura la condanna espressa anche dal PD Bergamasco, con un comunicato firmato dai segretari provinciale e cittadino, Davide Casati e Roberto Mazzetti, dal consigliere regionale Jacopo Scandella, dal viceministro dell’economia Antonio Misiani e dagli onorevoli Maurizio Martina ed Elena Carnevali. «Il Partito Democratico difende tutte le modalità di partecipazione e di libera espressione del dissenso che si muovono nella correttezza e nelle regole. Quanto avvenuto stasera invece non è dignitoso per la nostra città ed è estremamente pericoloso. Il presidio sotto l’abitazione del sindaco Gori è un atto che il PD condanna in modo inequivocabile. In mezzo a una pandemia mondiale che ha cambiato il nostro modo di vivere, la situazione è molto difficile. Il virus miete ancora centinaia di vittime e i rischi sanitari non sono certo scomparsi. Le categorie maggiormente toccate dalla crisi stanno subendo un ulteriore duro colpo da questa seconda ondata e tutti siamo impegnati a sostenere misure che aiutino concretamente chi ne ha più bisogno. Ma quello che stiamo vivendo non può giustificare in alcun modo atti provocatori come quelli di questa sera. Ancora più scandaloso che alcune forze di destra, da anni al governo regionale, anziché assumersi le proprie responsabilità e aiutare a gestire la situazione, scelgano di provocare e strumentalizzare il disagio pensando così forse di scaricare le proprie pesanti responsabilità. Bergamo e i bergamaschi meritano di certo di meglio rispetto a questo misero gioco e noi non ci stancheremo mai di impegnarci proprio per questo».

Solidarietà al sindaco Giorgio Gori è stata manifestata anche al consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta, che non ha risparmiato critiche nei confronti delle forze d’opposizione presenti nel corteo. «Brutto vedere esponenti leghisti in centro a Bergamo fomentare la folla contro il sindaco e contro il Governo. Sono in opposizione in Regione e appartengo a un partito che la fa al Governo. Non concordo su tante cose fatte da Fontana e Conte. Ma mai, mai, mi sognerei di essere ora a incitare insulti contro di loro. Mai, mai, mai sotto la loro casa privata come sta accadendo. Penso ogni secondo con dolore a chi è in preda al terrore di perdere il proprio lavoro e non portare da mangiare a casa. Non penso sia il caso degli onorevoli o di noi consiglieri regionali».

Un breve commento di condanna è arrivato anche dal deputato e consigliere della Lega Alberto Ribolla. «Centinaia di persone stasera in piazza davanti al Comune di Bergamo per protestare pacificamente contro il lockdown. Commercianti, negozianti e imprenditori esasperati. Si sente la rabbia della gente. Tutta la mia solidarietà. Ps: inopportuno il corteo sotto casa del sindaco».

«Ieri sera, giustamente, in modo pacifico i cittadini e i commercianti di Bergamo sono scesi in piazza perché esasperati da una situazione in cui si applicano misure restrittive e i ristori sono in dubbio. Si ha paura di non riuscire a vedere la fine del tunnel – aggiunge la senatrice del Carroccio Simona Pergreffi -. Il Covid gira, ma l’economia no. Però ritengo sbagliato vedere la gente dirigersi verso la casa di Giorgio Gori, che ha la mia solidarietà, questo non va bene, fa perdere il senso della manifestazione e anche la misura. Noi continueremo a chiedere, a proporre a manifestare, per la nostra provincia, perché non ci dimentichi di ciò che è successo in primavera e di ciò che sta succedendo ora, ma bisogna stare uniti e non provare neppure a fare intimidazioni sotto le case delle persone e delle loro famiglie».

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