Cronaca
il caso

Liceo Aeronautico: dopo i cori e il presunto saluto romano «indagato il preside»

A comunicarlo è il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, con sede a Bogliasco, che aveva depositato in procura a Genova una denuncia

Liceo Aeronautico: dopo i cori e il presunto saluto romano «indagato il preside»
Cronaca Bergamo, 23 Dicembre 2021 ore 10:52

Dopo la denuncia presentata in procura a Genova, il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ha comunicato che risulta indagato Giuseppe Di Giminiani, il preside del liceo Aeronautico Locatelli che, in risposta al coro “Duce, duce” lanciato da alcuni studenti, ha risposto con un gesto interpretabile come un saluto romano.

Il pubblico ministero genovese Eugenia Menichetti avrebbe anche già inviato il fascicolo in cui Di Gimignani risulta indagato per apologia di fascismo alla Procura di Bergamo per competenza territoriale, ma in merito a questo aspetto, al momento, non ci sono ancora conferme.

Il caso era finito anche in Parlamento dopo che il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, nonché vicepresidente della commissione Cultura e Istruzione di Montecitorio, ha chiesto esplicitamente l'allontanamento del dirigente scolastico. Nell’occasione Fratoianni aveva chiesto quali provvedimenti avesse preso «l'Ufficio Scolastico competente per fare chiarezza sull'episodio? Ciò che stupisce è che in una scuola si possa lanciare un coro con chiari riferimenti fascisti senza che nessuno intervenga nell'immediato, e che successivamente si cerchi di derubricarlo ad episodio goliardico».

«Noi non possiamo che condividere le parole di Fratoianni», commenta Aleksandra Matikj, presidentessa del Comitato con sede a Bogliasco, impegnato da anni nella lotta alle discriminazioni.

«In Italia andrebbero tutelati di più i giovani anche perché, ad esempio, se si trovassero ad essere gay o migranti in ambienti a loro ostili, potrebbero ammalarsi di depressione oppure arrivare a gesti di suicidio dopo essere stati isolati e bullizzati, come purtroppo è già successo in passato – conclude Aleksandra Matikj -. Anche per questo motivo andrebbe approvata la Legge Zan».