Buon senso addio

L’infermiere del Pronto Soccorso multato perché col cane era a 400 metri da casa

L’infermiere del Pronto Soccorso multato perché col cane era a 400 metri da casa
Treviolo e Lallio, 18 Aprile 2020 ore 13:22

Pubblichiamo di seguito la lettera che ci ha scritto Francesco Borgonovo, infermiere del Papa Giovanni.

Gentile direttore,

mi chiamo Francesco, sono un infermiere del pronto soccorso del Papa Giovanni, da due mesi in trincea, come tutti i miei colleghi. Ieri pomeriggio, mercoledì, dopo avere trascorso Pasqua e Pasquetta in ospedale, e dopo avere lavorato anche la notte, finalmente avevo la giornata libera. Ho riposato un po’ al mattino, poi al pomeriggio ho portato il cane a fare due passi. Abito alla Roncola di Treviolo, vicino al Brembo. Sono uscito in ciabatte e senza documenti, sono sceso al fiume, il cane ha corso un po’, e sono tornato su a casa, a circa quattrocento metri. Faccio questo percorso nel prato, senza entrare nel parco pubblico, per la certezza di non incontrare nessuno.

Invece ho incontrato i carabinieri che mi hanno fermato, mi hanno chiesto cosa facevo lì, perché non avevo i documenti. Io ho spiegato tutto. Mi hanno detto che dovevo pagare una multa di 280 euro perché ero oltre i 200 metri da casa. Io ho spiegato le mie ragioni, li ho portati a casa per i documenti, hanno visto che effettivamente abitavo lì sopra il fiume. Ma niente da fare: a un certo punto mi hanno detto che dovevo considerare il rischio infettivo. Li ho guardati e gli ho detto che io con i malati di Covid-19 ci lavoro ogni giorno e che so forse un po’ meglio di loro che cosa sia il rischio infettivo e che nel mio tragitto non ne avevo corso nessuno. Loro hanno compilato il verbale con la penna, senza guanti e poi volevano che firmassi con la stessa penna. Li ho guardati basito.

Pagherò la multa, ma lasciatemi dire che le norme vanno applicate, ma con buon senso e non in maniera automatica. Non siamo macchine, ma uomini. Lo dico con forza perché se in pronto soccorso non avessimo applicato le norme con buon senso, come in tutto l’ospedale, dal dramma saremmo passati alla catastrofe più completa. Mi ha addolorato il comportamento dei carabinieri della stazione di Curno, come cittadino mi sono sentito colpito, non per una sostanziale colpa, ma per una questione meramente formale: l’applicazione automatica di una norma che porta all’ingiustizia. Il problema non sono i duecento o i trecento metri di distanza da casa: il problema è agire tutti con coscienziosità. E con buon senso. Quello che è mancato ai carabinieri che mi hanno punito.

La ringrazio per l’ospitalità,

Francesco Borgonovo

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