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Lo stop alla movida? Giorgio Gori: «Così è inapplicabile»

Dopo la protesta di molti sindaci italiani è stato tolto dal testo il riferimento che fa ricadere sul primo cittadino la responsabilità di chiudere vie e piazze laddove si formino gli assembramenti. Ma, allora, si chiede il sindaco di Bergamo, a chi tocca?

Lo stop alla movida? Giorgio Gori: «Così è inapplicabile»
Bergamo, 19 Ottobre 2020 ore 07:45

Lo stop alla movida è demandata ai sindaci, anzi no. Ma allora, a chi? Tra la presentazione ufficiale del Dcpm da parte di Conte in tv di ieri sera, domenica 18 ottobre, e il testo diramato definitivamente, sulla norma della chiusura di vie e piazze laddove si formino gli assembramenti, è intervenuto un cambiamento dopo la reazione dei sindaci: i primi cittadini non sono più chiamati in causa per decretare il coprifuoco.

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ieri sera ha postato subito una sua riflessione sulla inapplicabilità della norma da parte dei sindaci sottolineando che «è una previsione non concordata con i rappresentanti dei sindaci, mai discussa negli incontri che si sono tenuti con il Governo fino a stamattina (ieri per chi legge, ndr), e che i sindaci giudicano non realizzabile con le sole forze di polizia locale a loro disposizione», allineandosi con la posizione di moltissimi sindaci. Poi rimanda al governo la responsabilità: «La norma inserita dal governo nel Dcpm sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco. Questo non lo accettiamo. Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra? Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso».

Ma questa mattina ecco la novità: nel testo ufficiale diramato è stato tolto il riferimento ai sindaci. E allora Gori, puntuale, sottolinea che «nel testo definitivo del Decreto – dopo le nostre proteste – la norma è rimasta ma è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Non si dice però a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare». E così si conferma la regola, che ogni Dcpm va sempre interpretato.

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