Lo sfogo

Negli ultimi giorni è triplicato il traffico sulla Lecco-Bergamo. E la cosa preoccupa

Il primo cittadino di Calolziocorte ha denunciato la situazione, sottolineando come la maggior parte degli automobilisti sia in regola. Segno che il Governo ha già abbandonato la strada del lockdown...

Negli ultimi giorni è triplicato il traffico sulla Lecco-Bergamo. E la cosa preoccupa
21 Aprile 2020 ore 11:07

Lo sfogo di Marco Ghezzi, sindaco di Calolziocorte, è tutt’altro che trascurabile. Il primo cittadino, infatti, ha denunciato il fatto che siano tante, molte di più rispetto alle scorse settimane, le auto che negli ultimi giorni percorrono un’arteria come la Lecco-Bergamo.

«In questi giorni il comandante della Polizia locale mi ha segnalato un fenomeno, per altro abbastanza evidente, e cioè che in alcune ore della giornata il traffico sulla Lecco-Bergamo che attraversa Calolziocorte è almeno triplicato rispetto alle scorse settimane (vedi telecamere lettura targhe). Segno che le maglie sono state via via allargate troppo dal Governo e il sistema dell’autocertificazione (dovremmo dire delle autocertificazioni, visto che le ha cambiate ben quattro volte!!) non disincentiva più nessuno. Tanto che, rispetto ai controlli le infrazioni sono davvero poche in proporzione, malgrado l’encomiabile lavoro di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali.

Io non so se hanno ragione le regioni che vogliono riaprire in anticipo o il Governo che preferisce prolungare ancora le chiusure. So che l’attuale sistema non va più bene. Se chiusura deve essere, chiusura vera sia, perché altrimenti ci prendiamo in giro. Molte chiare le parole del Presidente della Toscana: “Decidere quando riaprire le imprese spetta al governo che dice che non è ora. Benissimo. Ma c’è una grande contraddizione con il fatto che con una semplice comunicazione alle Prefetture stanno riaprendo centinaia di migliaia di aziende senza protocolli per la sicurezza, che solo in pochi casi sono stati elaborati. Non è corretto dire in un modo e poi lasciare che avvenga in un altro”.

E allora o il Governo faccia davvero sul serio, oppure tra due mesi rischiamo di avere ancora in casa il virus, ma questa volta con la crisi economica ormai definitivamente esplosa. A quel punto non esisterà più nemmeno l’annoso problema del residuo fiscale del Nord da redistribuire. Perché non ci sarà residuo per i prossimi anni. Anzi, chi ha ricevuto per anni dovrà presto prepararsi a dare».

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