La polemica

Nel tanto discusso cantiere privato di via Tre Armi ora vogliono fare pure un laghetto

A denunciarlo è l'associazione Italia Nostra con una lettera ai media: «Per favore, no! Siamo consapevoli che nulla può restare immutabile nel tempo; ma abbiamo anche la certezza che il rispetto per il patrimonio che abbiamo ereditato debba essere fondamento di un futuro più consapevole»

Nel tanto discusso cantiere privato di via Tre Armi ora vogliono fare pure un laghetto
Bergamo, 23 Maggio 2020 ore 11:47

È dal lontano 2007 che fa parlare di sé. Del resto, in quella posizione, è difficile non vederlo. Si parla del cantiere per la realizzazione di una villa in via Tre Armi 8, proprio in quello spiazzo che tanti chiamavano “la portaerei”, la lunetta visibile dalle Mura tra Porta San Giacomo e il prato di Santa Grata. Ora l’abitazione è stata realizzata, ma i lavori continuano. E qualche settimana fa si è tornati a parlarne per uno scavo a fianco della nuova abitazione che sta andando avanti da qualche tempo.

L’immagine, che ha fatto il giro dei social bergamaschi, mostra il cantiere in corso per ricavare i depositi legati al piano di utilizzo agricolo (che ha consentito una piantumazione di ulivi su tutto il fondo), le autorimesse interrate e una piscina semicoperta. Le polemiche sono state subito spente dall’assessorato all’Edilizia privata del Comune di Bergamo, che ha confermato come tutto sia in regola e che, a lavori ultimati, non resterà traccia di quel che si vede ora.

La sezione bergamasca di Italia Nostra, però, ancora non è convinta. E così, oltre a sottolineare come quel cantiere sia stato avviato in una zona che, a suo parere, «avrebbe dovuto rientrare in un più incisivo vincolo diretto perché è parte integrante del poderoso sistema difensivo delle Mura, oggi riconosciuto da UNESCO come “patrimonio dell’umanità”», con una lettera rivolta ai media locali la presidente dell’associazione, l’ing. Paola Morganti, “denuncia” una novità: «Apprendiamo anche che, per ovviare all’obbligo di provvedere alla raccolta delle acque di defluvio, si pensa alla realizzazione, invece che della prevista vasca interrata, di uno stagno “naturale”, che si immagina sarà popolato dai germani che nidificano vicino. Inutile sottolineare quanto poco tale laghetto (e tutto l’intervento nel suo complesso) costituisca un preciso riferimento storico-culturale, sia rispetto agli elementi del paesaggio bergamasco, sia alla scienza militare veneziana».

«Per questo vorremmo dire: almeno il laghetto, per favore, NO!!! Fin dall’inizio, la nostra associazione ha cercato di mettere in evidenza l’incongruità dell’operazione e l’inavvertenza dei valori del luogo da parte di chi l’ha chiesta e anche di chi l’ha concessa. Siamo consapevoli che nulla può restare immutabile nel tempo; ma abbiamo anche la certezza che il rispetto – sia da parte delle istituzioni che dei singoli cittadini – per il patrimonio che abbiamo ereditato debba essere fondamento di un futuro più consapevole. Ribadiamo nuovamente l’invito all’Amministrazione di chiedere un vincolo diretto anche al piede delle Mura in quanto parte integrante del sistema difensivo. Chiediamo infine un maggior rispetto dei portati storici negli interventi in Città Alta, non ultimo l’incongruenza di quanto in atto sulla fontana di Porta S.Agostino».

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