Chiarezza sulla "fase 2"

Nessuna nuova autocertificazione per fare visita ai «congiunti» (ma si attende la circolare)

Date le nuove regole in vigore dal 4 maggio, ci si aspettava un nuovo documento per giustificare i propri spostamenti. Invece sembra proprio che non sarà così

Nessuna nuova autocertificazione per fare visita ai «congiunti» (ma si attende la circolare)
29 Aprile 2020 ore 16:07

Gli italiani fremono. Per tornare finalmente a una pseudo-normalità dal 4 maggio in poi, ma anche e soprattutto per sapere come sarà davvero questa benedetta “fase 2”. L’annuncio del 26 aprile del premier Giuseppe Conte, infatti, ha lasciato moltissimi dubbi su diversi punti, tant’è che Palazzo Chigi s’è visto costretto, meno di 24 ore dopo, a fare alcune precisazioni. Precisazioni che, stando a quanto riferito dal Corriere della Sera, dovrebbero arrivare entro e non oltre venerdì 1 maggio.

Si parla di una circolare e di alcune FAQ, ovvero risposte alle domande frequenti degli italiani, che spesso in questi mesi si sono rivelate illuminanti a dispetto della fumosità delle norme presenti nei Dpcm. In particolare, ci si aspetta un po’ di chiarezza per quanto riguarda l’autocertificazione, il termine «congiunti» e i possibili spostamenti nelle seconde case. Per quanto riguarda il termine «congiunti», fonti interne di Palazzo Chigi hanno già fatto sapere che non si fa riferimento ai soli parenti ma anche ai fidanzati e agli «affetti stabili». Si attende una circolare che confermi questa “interpretazione autentica” del testo del decreto, anche perché sulla base di questo punto sarà possibile capirci qualcosa in più pure sul tema dell’autocertificazione.

Da quanto è dato sapere al momento, il documento servirà ancora, visto che gli spostamenti anche all’interno della regione di residenza saranno permessi soltanto per «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute», con l’aggiunta però, per l’appunto, della possibilità di fare visita «ai congiunti». Pareva quindi scontato che il Ministero degli Interni elaborasse un nuovo modello. Invece sembra che non sarà così: il Governo starebbe andando nella direzione di mantenere quella in vigore dal 26 marzo scorso (la trovate QUI) che, come detto, elenca tra i motivi che giustificano lo spostamento la «situazione di necessità». In questa categoria rientra l’opzione di uscita per «urgente assistenza a congiunti» e, secondo il Corriere, nella prossima circolare ai prefetti sarà chiarito che le persone dovranno selezionare questa opzione quando andranno a fare visita ai loro cari. La motivazione è legata alla privacy: per tutelarla, i cittadini non dovranno scrivere le generalità del «congiunto» e le forze dell’ordine non potranno chiederle. Se così fosse, dunque, basterà barrare la voce assistenza ai congiunti anche se non ci sono motivi di urgenza.

Per la questione seconde case, invece, sembra che basterà una FAQ sul sito del Governo, che rimarcherà quanto già detto nei giorni scorsi dal ministro dei Trasporti De Micheli: non si potranno raggiungere le seconde case, nonostante nel Dpcm valido dal 4 maggio il divieto esplicitamente presente nel precedente decreto in vigore sia stato eliminato. Questo perché, spiegano fonti di Palazzo Chigi, i motivi di spostamento giustificati sono soltanto i quattro riportati precedentemente.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia