L'evoluzione

Non solo accoglienza e migranti: si indaga in generale sui rapporti tra Comune e coop sociali

Giovedì 18 giugno i Carabinieri hanno sequestrato una serie di documenti negli uffici dei Servizi sociali di Bergamo relativi a un servizio affidato alla Pugno Aperto e che nulla c'entra con i richiedenti asilo

Non solo accoglienza e migranti: si indaga in generale sui rapporti tra Comune e coop sociali
Bergamo, 19 Giugno 2020 ore 10:52

Mentre sui media si continua a scrivere e a parlare del polverone alzato dagli arresti e dalle notifiche degli avvisi di garanzia (approfondimenti li trovate anche sul numero di PrimaBergamo uscito oggi, 19 giugno, e in edicola fino a giovedì 25, in edizione digitale QUI), gli inquirenti continuano a indagare sul mondo delle cooperative sociali in Bergamasca. I filoni principali, ormai è noto, riguardano l’accoglienza dei richiedenti asilo. Il numero uno della coop Rinnovamento, padre Antonio Zanotti, e l’ex numero uno della Caritas orobica sono accusati (sebbene con riscontri probanti decisamente diversi, come dimostra il fatto che il primo è ai domiciliari e il secondo “solo” indagato) di aver fatto la cresta sui 35 euro che lo Stato dà per ogni migrante ospitato.

Ma, nel tempo, l’inchiesta si è ampliata a macchia d’olio, andando oltre il mero servizio di accoglienza e concentrandosi più in generale su collaborazioni e appalti delle coop e delle onlus del territorio con Palazzo Frizzoni e altre Istituzioni. La dimostrazione è arrivata ieri, giovedì 18 giugno, quando negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Bergamo in via San Lazzaro si sono presentati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo per ascoltare alcuni funzionari (tre sono indagati) e prelevare molti documenti e fatture. Come rivela il Corriere Bergamo, questi faldoni sarebbero relativi a un servizio non legato ai richiedenti asilo affidato dal Comune alla coop Pugno Aperto e dal valore di circa settantamila euro. Gli inquirenti vogliono capire se il servizio abbia rispettato i tempi e le condizioni dell’affidamento.

Ciò dimostra come l’inchiesta, partita nel lontano settembre 2017 dalla tentata violenza di un migrante ai danni di una operatrice della coop Rinnovamento in una struttura di accoglienza a Fontanella, si sia drasticamente allargata, ponendo la propria lente in primis sul sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo in Bergamasca e poi, più in generale, sul rapporto tra pubblico e coop sociali. Da qui l’alto numero di indagati (38) e di persone coinvolte (addirittura più di ottanta).

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