L'allarme

Nuovo Conad in via Carducci, ancora senza certezze occupazionali 16 lavoratori ex Auchan

Nel corso dell’ultimo confronto con i sindacati, avvenuto il 31 agosto, la nuova proprietà ha comunicato la necessità di trovare ulteriori 5 figure da aggiungere alle 117 già presenti, ma nessuno dei lavoratori rimasti a casa è stato ripescato

Nuovo Conad in via Carducci, ancora senza certezze occupazionali 16 lavoratori ex Auchan
Bergamo, 09 Settembre 2020 ore 18:52

A una settimana dall’apertura dell’ipermercato a insegna Conad in via Carducci resta ancora incerto il futuro di 16 dipendenti dell’ex-Auchan, esclusi non soltanto dalla riallocazione, ma anche senza garanzie rispetto a eventuali assunzioni all’interno degli spazi commerciali che Margherita Distribuzione (proprietaria dei locali) affitterà ad alcune società del commercio.

«Abbiamo accolto positivamente il passaggio a Conad e l’assunzione di 117 dipendenti (sui 167 totali ndr) ma è necessario ora monitorare il nuovo modello organizzativo che verrà attuato all’interno del punto vendita acquisito da Conad in quanto la valorizzazione e la professionalità dei lavoratori resta per noi un tema fondamentale – sottolineano Mario Colleoni, segretario generale della Filcams-Cgil di Bergamo, e Nicholas Pezzè che per la categoria segue l’azienda -. I dipendenti rimasti fuori dai giochi, a detta dell’azienda, saranno fino al 31 dicembre in Cassa integrazione straordinaria. Fino ad oggi nessuno ha dato garanzie di ricollocazione certe tanto che alcuni di loro stanno pensando di aderire al percorso di mobilità volontaria con Margherita Distribuzione, come già hanno fatto altri 34 ex colleghi. Per molti, infatti, mancando ancora diversi anni alla pensione, non esistono alternative percorribili». Un ulteriore incognita è rappresentata dal tema legato a eventuali ricollocazioni presso Conad o società ad essa collegate «visto che manca un accordo scritto che garantisca nel dettaglio il futuro dei lavoratori».

Nel corso dell’ultimo confronto con i sindacati, avvenuto il 31 agosto, Conad ha comunicato la necessità di ulteriori 5 figure da aggiungere alle 117 già presenti, ma nessuno dei lavoratori rimasti a casa è stato ripescato. Questo è uno dei motivi per cui Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil, nel corso dei vari incontri a livello territoriale, hanno deciso di non sottoscrivere gli accordi proposti per il passaggio del personale, dato che le garanzie offerte non sono andate oltre l’ambito verbale. Ragion per cui le due sigle sindacali non escludono di ricorrere alle vie legali.

«Nonostante nei tre incontri svolti per la procedura di passaggio Conad sia stata più volte sollecitata a garantire l’occupazione, le risposte che ci sono state fornite sono sempre state improntate alla possibilità e non alla certezza di ricollocazione – aggiunge Andrea Minali, funzionario provinciale di Uiltucs-Uil -. Ci auguriamo che nei prossimi incontri riguardanti il percorso di salvaguardia occupazionale e l’andamento del punto vendita ci possano essere novità positive anche per il personale che non è transitato con la nuova proprietà».

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