569 giorni

Omicidio di Entratico, risarcito per 134 mila euro l’operaio indiano incarcerato per un anno e mezzo

Surinder Pal, 63 anni, era stato arrestato in via precauzionale per l'assassinio di Cosimo Errico nell'ottobre 2018. È stato assolto

Omicidio di Entratico, risarcito per 134 mila euro l’operaio indiano incarcerato per un anno e mezzo

È stato 569 giorni in carcere, in misura preventiva, per l’omicidio di Cosimo Errico commesso nell’ottobre 2018, ma era innocente. Surinder Pal, 63 anni, dopo l’assoluzione definitiva, è stato risarcito per 134 mila euro e ora è rientrato in patria, in India.

Assolto in via definitiva, risarcimento approvato

Il caso risale a quasi otto anni fa, il 3 ottobre 2018. Cosimo Errico, docente di 58 anni dell’Istituto Natta di Bergamo, fu ucciso nella sua Cascina dei fiori, a Entratico, lungo la pista ciclabile della Val Cavallina.

All’epoca, come riporta L’Eco di Bergamo, Pal lavorava nella cascina e aveva problemi di alcol, che da quella vicenda non ha più toccato, come ha spiegato il suo avvocato Michele Agazzi. Secondo la Procura di Bergamo, il 63enne indiano aveva aggredito e ucciso Errico perché lo aveva scoperto a cercare denaro proprio nella cascina.

Pal si è sempre dichiarato innocente. In via preventiva, dall’aprile 2020 all’ottobre 2021, era finito in carcere. In primo grado fu chiesta la condanna a 24 anni; nel 2021, la Corte d’Assise di Bergamo emise la sentenza di assoluzione. In sede di appello, la sentenza fu confermata dopo due ore di Camera di consiglio, mentre l’accusa insistette chiedendo la condanna all’ergastolo.

La sentenza assolutoria in primo e secondo grado, senza ricorso in Cassazione, ora è diventata definitiva: Surinder Pal è innocente. L’avvocato Agazzi ha quindi presentato istanza per il riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione, chiedendo 150 mila euro di risarcimento. L’indiano 63enne ne ha ricevuti 134 mila: nei giorni scorsi è tornato nel suo Paese d’origine.

Il risarcimento, ha spiegato il legale, non è sempre automatico: è stato infatti necessario dimostrare anche che la persona in carcere non abbia contribuito a far ipotizzare una sua presunta colpevolezza. L’omicidio del professore resta senza un colpevole.