Mentre in Valle Imagna si continuano a cercare i resti della povera Pamela Genini, domani (giovedì 4 giugno) si aprirà a Milano il processo a carico di Gianluca Soncin, imprenditore di 53 anni accusato di aver ucciso le giovane 29enne di Strozza, sua ex compagna, con 76 coltellate nell’abitazione di Milano.
In aula sarà presente, come riporta L’Eco di Bergamo, anche la madre della giovane, Una Smirnova, che insieme ad altri familiari chiederà di costituirsi parte civile.
La famiglia parte civile
Pamela poteva essere salvata: a parlare è il legale della famiglia di Pamela, Nicodemo Gentile, che ha sottolineato come «tutti gli indici di rischio sono stati colposamente trascurati». La famiglia chiede quindi non solo l’accertamento delle responsabilità dell’imputato, ma anche che venga fatta luce sulla vicenda.
L’avvocato si è detto fiducioso sull’esito del procedimento: Soncin, stando alle sue parole, sarebbe infatti un uomo violento, assetato di possesso e controllo, con un destino giudiziario segnato.
Soncin estraneo alla profanazione
Nel frattempo, resta aperto il secondo filone d’inchiesta legato alla profanazione della tomba di Pamela nel cimitero di Strozza, il cui corpo è stato ritrovato senza testa lo scorso 23 marzo. È indagato Francesco Dolci, 41enne di Sant’Omobono Terme, per i reati di profanazione e vilipendio di cadavere.
Dolci, tra l’altro, figura anche nella lista dei testimoni per il processo: ex compagno e amico della 29enne, potrebbe chiedere anche lui di costituirsi parte civile. L’avvocato della famiglia, come riporta Bergamonews, ha escluso qualsiasi collegamento tra Soncin e la vicenda della profanazione della tomba.