l'inchiesta

Padre Zanotti torna a processo, stavolta per le accuse di abusi sessuali e minacce

La denuncia arriva da un giovane straniero ospite ad Antegnate. Il frate ha patteggiato 4 anni per truffa sull'accoglienza dei migranti

Padre Zanotti torna a processo, stavolta per le accuse di abusi sessuali e minacce
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Padre Antoni Zanotti, già ritenuto essere al vertice di un sistema costruito per truffare lo Stato sfruttando i richiedenti asilo (per cui ha patteggiato 4 anni), si trova nuovamente a dover affrontare accuse gravi a suo carico nelle aule del tribunale.

Il frate, come riportano i colleghi di PrimaTreviglio, è accusato di abusi sessuali e ricatti, denunciati da un ragazzo straniero, ospite dal 2013 della comunità Oasi 7 ad Antegnate. Mercoledì (13 ottobre) si è svolta l’udienza preliminare durante la quale padre Zanotti ha negato e provato a smentire i fatti contestati, ma le sue motivazioni non sono bastate a convincere il gup Alessia Solombrino a evitare il processo chiesto dal pm Maria Esposito.

La vittima ha presentato denuncia nel 2018, tramite l’avvocato Laura Sgrò dello studio legale Bernardini De Pace, e la Procura ha aperto un’inchiesta. Padre Antonio avrebbe costretto il ragazzo a subire atti sessuali, dal 2015 al 2018, con «cadenza pressoché quotidiana, approfittando della situazione di estremo bisogno e indigenza del giovane», dipendente dall’alcol e dalla droga, con «l’abuso dell’autorità» e «con ripetute minacce che, qualora si fosse sottratto, lo avrebbe privato dei soldi, del lavoro e dell’alloggio e gli avrebbe fatto passare la vita in mezzo alla strada con i disperati». C’è poi un’ulteriore accusa di maltrattamenti, per le umiliazioni davanti agli altri ospiti: «Non vali niente, ci vogliono i soldi caro mio, io ne ho tanti e tu non hai niente».

Nella denuncia il giovane straniero ha anche sottolineato più volte la discordanza tra l’appartenenza di padre Zanotti all'ordine dei francescani e il suo stile di vita, decisamente lussuoso. Stando al racconto, i primi approcci sessuali cominciarono pochi mesi dopo il suo arrivo.

«Inizialmente mi abbracciava, mi invitava a bere nella sua stanza», dice il ragazzo, poi le richieste di padre Zanotti sarebbero diventate decisamente più pesanti: «Mi obbligava a prendere il Viagra e ad assumere piccole dosi di droga per sopportare il dolore. Per farmi cedere, mi minacciava dicendo che senza di lui e la sua bontà avrei passato la mia vita in mezzo alla strada insieme ai disperati. Quando accettavo, invece, mi faceva regali costosi».

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