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Padri separati in difficoltà, la Lega: «Pensiamo a dare loro un’abitazione dignitosa»

Il Carroccio lancia l'idea di una "casa per padri separati". In particolare, i consiglieri leghisti guardano alla ristrutturazione dell'ex Principe di Napoli

Padri separati in difficoltà, la Lega: «Pensiamo a dare loro un’abitazione dignitosa»
Cronaca Bergamo, 16 Aprile 2021 ore 12:49

Una casa per “padri separati” a Bergamo, per aiutare quegli uomini in difficoltà economica a superare la fase critica successiva alla separazione. È la proposta lanciata a Palazzo Frizzoni dal gruppo consiliare della Lega, con un ordine del giorno a prima firma di Stefano Rovetta.

I consiglieri comunali del Carroccio, guardando anche al progetto di ristrutturazione dell’ex asilo Principe di Napoli in via Pignolo, hanno invitato l’amministrazione a prevedere la realizzazione di unità abitative che possano essere assegnate in comodato d’uso gratuito per un periodo di tempo determinato.

«È una proposta di buon senso – sottolinea Stefano Rovetta – che può salvare da situazioni disperate garantendo la tranquillità di diversi bambini e dei loro papà. Sono sempre di più le copie che giungono, loro malgrado, alla separazione e, tra le difficoltà legate alle nuove situazioni famigliari, emerge da tempo quella dei padri che spesso si trovano in gravi difficoltà economiche tali da non riuscire più nemmeno a garantire a se stessi e ai propri figli un’abitazione idonea».

Tra gli effetti collaterali dell’emergenza Covid vi è infatti il riacutizzarsi delle problematiche abitative. Le differenze e le problematiche sociali tra le diverse famiglie bergamasche costituiscono in tal senso un ulteriore criticità.

In Italia i padri separati sono più di 4 milioni, di cui, secondo un rapporto della Caritas, oltre 800 mila si trovano sulla soglia di povertà. Uomini che, complice la crisi, per adempiere al mantenimento dell’ex moglie e dei figli, o per pagare il mutuo, non hanno più disponibilità economiche sufficienti, sopravvivendo in alcuni casi in automobile o in strutture recettive sociali. Nei casi peggiori finendo in mezzo alla strada.

«Il fenomeno è in continua crescita, tant’è vero che sono sempre più in aumento le richieste di alloggi e servizi residenziali – aggiunge il consigliere leghista -. In un tempo in cui, giustamente e finalmente, si è presa in seria considerazione la questione legata ai diritti femminili, non possiamo esimerci dall’affrontare anche il tema legato ai necessari aiuti da rivolgere ai padri separati e in difficoltà».

«È un dramma silenzioso – conclude Stefano Rovetta – allo stato di indigenza si somma il dolore della separazione e, soprattutto, dell’allontanamento dai propri figli. Molti uomini, non più mariti, non vogliono rinunciare a essere padri e lottano quotidianamente per non finire nel baratro della solitudine o dell’abbandono. La decenza e la compostezza, il bisogno di nascondersi e di non mostrare la propria debolezza di fronte ai figli innesca una spirale per cui i papà che non riescono a pagare gli alimenti si sentono in difetto e pensano di non meritarsi neppure l’affetto dei figli. Queste realtà sociali impongono non soltanto una riflessione, ma anche che l’amministrazione prenda una posizione».