Parola di Barack Obama

Pagare le donne come gli uomini migliora l’economia (ed è pure ora)

Pagare le donne come gli uomini migliora l’economia (ed è pure ora)
30 Agosto 2014 ore 14:17

Il 29 agosto Barack Obama ha twittato dal suo profilo personale un’indagine che denuncia la disparità di retribuzione tra uomo e donna, pubblicata ufficialmente sul blog della Casa Bianca. «Nel 2014, le donne stanno ancora combattendo per rendere il principio della parità di retribuzione una realtà concreta. Anche se sempre più donne stanno diventando capifamiglia del loro nucleo parentale, continuano a ricevere meno reddito rispetto ai colleghi uomini – un divario retributivo tra i sessi che si allarga analizzando i lavoratori più anziani». Queste le parole con cui incomincia il testo. Secondo Obama, la discriminazione salariale non sarebbe solo un affronto ad uno dei principi su cui l’America si fonda – l’uguaglianza – ma risulta essere anche un freno significativo all’economia Usa: «Se le donne ricevessero la stessa retribuzione dei loro colleghi maschi, la nostra economia avrebbe prodotto 447.600 milioni dollari in reddito supplementare».

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[«È tempo di ridurre la differenza di stipendio tra uomini e donne», twitta Obama]

 

Un tema caro a Obama. Proprio quest’anno, in America, l’8 aprile è stato proclamato “Giorno della paga uguale tra donne e uomini”. La data è stata scelta simbolicamente dai gruppi di attivisti per la parità, perché le donne, secondo le statistiche nazionali, devono lavorare fino all’8 aprile del 2014, ossia più di 15 mesi, per guadagnare quello che gli uomini hanno guadagnato in 12 mesi, da gennaio a fine dicembre dell’anno precedente, il 2013. Obama, appena arrivato alla Casa Bianca, firmò come suo primo ordine esecutivo un provvedimento volto ad eliminare la discriminazione nel trattamento economico tra i due generi, ma l’effetto pratico è stato finora molto limitato. Il presidente americano, in occasione dell’“Equal Pay day”, ha firmato altri due ordini esecutivi che vietano alle aziende che ottengono contratti con il governo federale di fare rappresaglie contro i loro dipendenti se questi rendono note le proprie retribuzioni e ne parlano con i colleghi. Inoltre, ha chiesto ai contractors di rilasciare statistiche più dettagliate sul genere e sulle etnie dei loro lavoratori.

 

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Dentro la Casa Bianca c’è parità di genere? Secondo un articolo di Libero, «Barack Obama ha predicato benissimo e razzolato, se non proprio malissimo, sicuramente in modo insufficiente». Il giornale milanese riporta un’analisi del sito The Daily Caller con i dati del Rapporto annuale al Congresso sullo staff della Casa Bianca. La distanza di retribuzione tra maschi e femmine sarebbe ancora sostenuta, anche se in calo rispetto agli anni precedenti. Nel 2013, le dipendenti dirette di Obama e Michelle hanno percepito l’11,8 percento in meno dei dipendenti maschi, mentre nel 2012 il distacco era stato del 13 percento e nel 2011, secondo la testata Free Beacon, le donne erano state pagate il 18 percento in meno dei maschi. Quanto alla busta paga, lo studio sullo staff della Casa Bianca per il 2103 ha rilevato che il salario medio è stato di 73.729 dollari per gli uomini e di 65mila per le donne.

 

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E nell’Ue? Proprio in occasione della Giornata europea per la parità retributiva (28 febbraio 2014), la Commissione di Giustizia Europea ha pubblicato un libretto, Affrontare il divario salariale fra uomo e donna nell’Unione europea, che presenta statistiche aggiornate e alcune buone pratiche della Commissione per affrontare il problema. I dati si concentrano sul divario retributivo di genere – appunto, la differenza salariale tra uomini e donne -, calcolato su base della differenza del salario medio lordo orario.

Nell’Unione europea le donne in media guadagnano circa il 16 percento in meno degli uomini. Questa forbice varia a seconda dei paesi: inferiore al 10 percent in Slovenia, Malta, Polonia, Italia, Lussemburgo e Romania sfora il 20 percento in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Austria e Estonia. Per quanto si siano ridotte globalmente negli ultimi dieci anni, le asimmetrie salariali tra donne e uomini vanno accentuandosi in alcuni paesi (Ungheria, Portogallo) e persistono, nonostante le donne siano più brave degli uomini negli studi, in media nel 2012 l’83 percento delle donne aveva ottenuto almeno un diploma di istruzione secondaria superiore nell’UE, contro il 77,6 percento degli uomini.

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