Le reazioni

«Porta Nord: solo altro cemento» Perplessità dei cittadini di Dalmine

«Porta Nord: solo altro cemento» Perplessità dei cittadini di Dalmine
16 Settembre 2019 ore 09:20

Il nuovo progetto di Porta Nord è stato definito «Sun City Dalmine» perché vedrà sorgere nuovi capannoni green ed edifici residenziali ecosostenibili tra il campo di calcio di Sforzatica e la grande rotonda dell’autostrada. A giugno la giunta guidata da Francesco Bramani ha dato l’ok definitivo al primo lotto di 93 mila metri quadrati di Porta Nord, pari ai due terzi del complesso. È stata invece messa in stand-by per un periodo di due anni la sistemazione di piazza Vittorio Emanuele II a Sforzatica Sant’Andrea per consentire all’amministrazione comunale di rivalutare meglio il progetto da un punto di vista architettonico e di costi. L’opera richiede infatti un investimento di 778 mila euro.

Qualche malcontento giunge, però, dai consiglieri di minoranza, in particolare da “Nostra Dalmine”, che, già a fine luglio, aveva presentato un’interrogazione sul tema. Tuttavia il documento non era stato preso in considerazione durante l’ultima seduta consiliare poiché non ritenuto urgente. E invece proprio questa settimana è arrivata la notizia dell’apertura del cantiere. Immediata la reazione dell’opposizione: «Porta Nord, la grande urbanizzazione di Dalmine in arrivo presso la frazione di Sforzatica Sant’Andrea, da noi spesso criticata in passato per il consumo di suolo, l’impatto viabilistico e quello commerciale, è apparentemente in decollo – spiega Nostra Dalmine -. A luglio, l’amministrazione comunale aveva approvato definitivamente il progetto, stralciando la pista ciclabile che avrebbe attraversato da nord a sud la zona (e che invece è citata in un recente articolo, forse per un refuso, forse per un ripensamento). La nostra interrogazione nel Consiglio comunale di luglio, che era volta a ottenere informazioni su questo stralcio e a convocare un tavolo di lavoro per visualizzare e discutere il Biciplan (il piano di ciclabili sul territorio di Dalmine, a oggi mai visto) era stata valutata non urgente, in quanto i lavori sarebbero partiti “tra molto tempo”. A quanto pare, non è così. È quindi necessario, a nostro avviso, che si discuta nell’immediato l’interrogazione da noi presentata e si convochi il tavolo di lavoro, per cercare di mitigare l’impatto viabilistico sull’area e offrire un’alternativa di mobilità dolce per raggiungerla».

Critiche e perplessità sul progetto vengono avanzate anche da alcuni cittadini, in particolare sulla pagina Facebook “Sei di Dalmine se”. «Ancora cemento. Poi parlano di ecologia. Quando capirete che il verde e gli alberi danno ossigeno? Non ci sono abbastanza centri commerciali?», si chiede un utente. «Già ci sono Le Due Torri, il complesso commerciale zona Bricoman, quello in via provinciale con Tigotà e compagnia bella. Hanno tirato su anche un Burger King a Sabbio, case in vendita ce ne…

 

Articolo completo a pagina 39 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 19 settembre. In versione digitale, qui.

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