Tra sentieri e boschi

Profanazione della tomba di Pamela Genini, indagini anche al Santuario della Cornabusa

I carabinieri proseguono la ricerca della testa della 29enne. Dopo aver controllato i terreni di Dolci (con unità cinofile), l'area perlustrata si è ampliata

Profanazione della tomba di Pamela Genini, indagini anche al Santuario della Cornabusa

Dopo le operazioni di ieri, anche oggi (mercoledì 20 maggio) sono proseguite nelle aree rurali della Bergamasca le ricerche legate al caso di Pamela Genini, il cui cadavere è stato trovato decapitato lo scorso 23 marzo nel cimitero di Strozza durante il trasferimento del feretro dal loculo temporaneo alla tomba di famiglia.

I carabinieri, affiancati dai cani addestrati dell’Unità Speciale, dopo le verifiche nella zona dell’abitazione di Francesco Dolci – ex compagno della donna e unico indagato per la profanazione -, hanno concentrato le operazioni tra i boschi e i sentieri attorno al Santuario della Cornabusa, a Sant’Omobono Terme.

I carabinieri al lavoro con le unità cinofile

Come riporta il Corriere Bergamo, i militari, supportati dalle unità cinofile, sono arrivati sul posto intorno alle 10 del mattino, avviando una serie di perlustrazioni lungo i percorsi che partono dall’area del Santuario, luogo di culto molto frequentato in Valle Imagna.

L’ingresso della struttura è stato delimitato con il nastro delle forze dell’ordine, mentre i carabinieri hanno esteso le verifiche anche nelle aree boschive circostanti. La zona interessata dalle ricerche è particolarmente ampia e complessa, elemento che rende le operazioni delicate e difficili.

Le ricerche sospese a mezzogiorno

Le attività investigative nella zona della Cornabusa si sono interrotte poco dopo mezzogiorno, apparentemente senza esito. I militari avrebbero poi proseguito i controlli in un’altra area dell’alta Valle Imagna.

Nel corso della mattinata, per consentire lo svolgimento delle operazioni, è stata chiusa temporaneamente al traffico anche la strada provinciale a Ponte Giurino frazione di Berbenno, provocando rallentamenti e code in entrambe le direzioni.

Il legame tra Pamela e il Santuario

Non è chiaro cosa abbia portato gli investigatori proprio alla Cornabusa, ma il santuario era un luogo legato sia a Pamela Genini, sia a Francesco Dolci. In una recente intervista rilasciata al Corriere, il 41enne aveva raccontato che lui e Pamela si erano recati insieme al santuario in passato: «Pamela era religiosa, una volta siamo andati alla Cornabusa, abbiamo trovato chiuso per l’inverno e abbiamo pregato davanti al cancello».

Francesco Dolci resta l’unico indagato

L’uomo, impresario di Sant’Omobono Terme, rimane tuttora l’unico indagato nell’inchiesta con le accuse di vilipendio e profanazione di cadavere. L’uomo continua però a dichiararsi estraneo ai fatti.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre gli investigatori continuano a scandagliare diverse aree della Valle Imagna nella speranza di trovare elementi utili per chiarire definitivamente la vicenda.