Dopo le operazioni di ieri, anche oggi (mercoledì 20 maggio) sono proseguite nelle aree rurali della Bergamasca le ricerche legate al caso di Pamela Genini, il cui cadavere è stato trovato decapitato lo scorso 23 marzo nel cimitero di Strozza durante il trasferimento del feretro dal loculo temporaneo alla tomba di famiglia.
I carabinieri, affiancati dai cani addestrati dell’Unità Speciale, dopo le verifiche nella zona dell’abitazione di Francesco Dolci – ex compagno della donna e unico indagato per la profanazione -, hanno concentrato le operazioni tra i boschi e i sentieri attorno al Santuario della Cornabusa, a Sant’Omobono Terme.
I carabinieri al lavoro con le unità cinofile
Come riporta il Corriere Bergamo, i militari, supportati dalle unità cinofile, sono arrivati sul posto intorno alle 10 del mattino, avviando una serie di perlustrazioni lungo i percorsi che partono dall’area del Santuario, luogo di culto molto frequentato in Valle Imagna.
L’ingresso della struttura è stato delimitato con il nastro delle forze dell’ordine, mentre i carabinieri hanno esteso le verifiche anche nelle aree boschive circostanti. La zona interessata dalle ricerche è particolarmente ampia e complessa, elemento che rende le operazioni delicate e difficili.
Le ricerche sospese a mezzogiorno
Le attività investigative nella zona della Cornabusa si sono interrotte poco dopo mezzogiorno, apparentemente senza esito. I militari avrebbero poi proseguito i controlli in un’altra area dell’alta Valle Imagna.
Nel corso della mattinata, per consentire lo svolgimento delle operazioni, è stata chiusa temporaneamente al traffico anche la strada provinciale a Ponte Giurino frazione di Berbenno, provocando rallentamenti e code in entrambe le direzioni.
Il legame tra Pamela e il Santuario

Non è chiaro cosa abbia portato gli investigatori proprio alla Cornabusa, ma il santuario era un luogo legato sia a Pamela Genini, sia a Francesco Dolci. In una recente intervista rilasciata al Corriere, il 41enne aveva raccontato che lui e Pamela si erano recati insieme al santuario in passato: «Pamela era religiosa, una volta siamo andati alla Cornabusa, abbiamo trovato chiuso per l’inverno e abbiamo pregato davanti al cancello».
Francesco Dolci resta l’unico indagato
L’uomo, impresario di Sant’Omobono Terme, rimane tuttora l’unico indagato nell’inchiesta con le accuse di vilipendio e profanazione di cadavere. L’uomo continua però a dichiararsi estraneo ai fatti.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo, mentre gli investigatori continuano a scandagliare diverse aree della Valle Imagna nella speranza di trovare elementi utili per chiarire definitivamente la vicenda.