Cronaca
in carcere

Sgominata banda che assaltava depositi con abiti di moda: nove arresti (anche a Bergamo)

I nove componenti della banda, di origini rumene, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto. Le indagini avviate a novembre del 2021; si stima un bottino raccolto di circa 1 milione di euro

Cronaca 15 Aprile 2022 ore 10:31

Nove cittadini rumeni sono stati arrestati e portati in carcere questa mattina (venerdì 15 aprile) dai carabinieri perché ritenuti essere gli autori di undici assalti in altrettanti depositi in cui erano custoditi capi di abbigliamento di lusso e accessori di marchi della moda prestigiosi. L’accusa nei loro confronti è di associazione a delinquere finalizzata al furto.

Gli arresti sono scattati all’alba, eseguiti dai militati dell’Arma nelle province di Monza Brianza, Milano, Lecco, Bergamo e Piacenza. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Manuela Massenz della procura di Monza, sono state avviate a novembre del 2021, dopo che la banda aveva colpito la ditta MA.BI di San Daniele del Friuli, società che cura la fase di “controllo qualità” delle produzioni per conto di noti marchi della moda: il valore della merce rubata era di 352.332 euro, cui si aggiungevano ulteriori danni strutturali per 20 mila euro.

Analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nelle vicinanze del luogo in cui era avvenuto il furto, è stato possibile scoprire che i malviventi avevano raggiunto la sede della società con veicoli rubati a San Daniele del Friuli, Dignano, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento.

Secondo quanto ricostruito dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Monza-Brianza, la banda, per garantirsi una via di fuga se qualcosa durante il colpo fosse andato storto, bloccava le principali vie di accesso ai magazzini e ai caveaux usando auto rubate e incendiando pneumatici in mezzo alle principali strade, ostacolando così l’arrivo forze dell’ordine. Le autovetture rubate (75 in tutto tra le province di Milano, Bologna, Firenze, Pisa, Udine, Pordenone e Arezzo) erano anche usate come “arieti” per sfondare i cancelli d’ingresso dei depositi.

La merce rubata, in attesa di essere venduta, veniva custodita dal proprietario di un’autofficina di Paterno Dugnano, il quale aveva ricevuto come compenso 2 mila euro dai criminali. Quest’ultimo è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di ricettazione. Tra assalti tentati e portati a termine, gli investigatori hanno stimato per la banda un bottino di circa 1 milione di euro, raccolto nell’arco di soli tre mesi in tutto il Nord Italia. I militari hanno anche trovato e riconsegnato a una pelletteria di Reggello 345 borse in pelle, rubate nella notte di mercoledì (13 aprile).

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