nessun complice?

Simulazione dei carabinieri al cimitero di Strozza: una persona sola avrebbe potuto profanare la tomba

Sia un dipendente comunale che un appartenente alle forze dell'ordine sono riusciti a estrarre autonomamente il finto feretro dal loculo

Simulazione dei carabinieri al cimitero di Strozza: una persona sola avrebbe potuto profanare la tomba

Si continua a indagare sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, il cui corpo è stato trovato lo scorso marzo senza testa. Nella mattinata martedì 9 giugno, al cimitero di Strozza si è svolta una simulazione tecnica da parte del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo con i carabinieri di Zogno, con lo scopo di verificare come chi ha compiuto il macabro gesto abbia, effettivamente, eseguito la profanazione. Gli inquirenti hanno prestato particolare attenzione alle possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro all’interno del loculo.

Una sola persona, con la propria forza fisica, avrebbe potuto profanare il feretro

Alla simulazione erano presenti anche il sindaco di Strozza, Riccardo Cornali, e il personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero, oltre al titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. Per riprodurre fedelmente le condizioni originarie, è stata utilizzata una bara analoga per caratteristiche e peso a quella della vittima, appositamente zavorrata fino a raggiungere un carico complessivo che corrispondere al peso in vita della donna.

Nel corso della simulazione sono state eseguite diverse prove pratiche. In primis, il feretro è stato estratto con l’ausilio di strumenti impiegati normalmente nelle operazioni cimiteriali. Successivamente, sono state effettuate ulteriori prove senza alcun ausilio meccanico, facendo ricorso esclusivamente alla forza fisica: sia un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero, che un appartenente alle forze dell’ordine, sono riusciti a estrarre autonomamente il finto feretro, posizionandolo temporaneamente e poi reinserendolo all’interno del loculo.

Gli accertamenti hanno permesso di verificare, dunque, la concreta possibilità che la profanazione possa essere stata eseguita anche da un solo soggetto, semplicemente con la propria forza fisica. Gli esiti della simulazione saranno ora valutati insieme agli ulteriori elementi investigativi già acquisiti e in corso di sviluppo in modo tale da ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili. Tutte le attività svolte sono state documentate con videoriprese e fotografie.

Per il vilipendio della bara di Pamela, al momento l’unico indagato è Francesco Dolci, impresario di Sant’Omobono e persona molto vicina alla vittima, uccisa a coltellate nel novembre 2025 da Gianluca Soncin, il cui processo è stato avviato la scorsa settimana.